La protesta contro la chiusura di COSMO, la storica emittente interculturale del WDR, entra oggi nella sua fase più visibile con una manifestazione/concerto pubblico nella centralissima piazza Roncalli dalle 18:00 alle 21:00. L’evento è organizzato dal collettivo NdM Neue Deutsche Medienmacher*innen e porterà sul palco artisti, associazioni e comunità migranti per chiedere all’ARD e al WDR di rivedere la decisione che prevede la fine del programma il 1° aprile 2027.
L’evento è diventato il simbolo di una mobilitazione senza precedenti nel panorama mediatico tedesco. Ci saranno anche membri dei Comites in Germania, presenti a titolo personale o attraverso le associazioni italiane che hanno aderito alla campagna.
Ora anche una perizia giuridica indipendente mette in discussione la legittimità della decisione del WDR.
Medienmacher*innen è un collettivo interculturale di professionisti dei media, nato per promuovere la diversità nel sistema mediatico tedesco e contrastare stereotipi e discriminazioni.
Una mobilitazione imponente: 100.000 firme e oltre 500 organizzazioni in difesa della radio interculturale del WDR.

La protesta ha preso il via all’inizio di giugno, all’indomani comunicazione di chiudere Cosmo. In poche settimane, la petizione #SaveCOSMO (sui social Instagram, Facebook), lanciata da Medienmacher*innen, ha superato le 100.000 firme, coinvolgendo ascoltatori, giornalisti, accademici e artisti di primo piano come Herbert Grönemeyer.
Parallelamente, un secondo appello — rivolto non ai singoli cittadini ma alle istituzioni e organizzazioni della società civile — ha raccolto oltre 500 adesioni: associazioni culturali, ONG, iniziative interculturali, fondazioni, gruppi musicali, centri di educazione civica e redazioni locali. Tra queste, anche diverse realtà italiane attive in Germania, spesso in collaborazione con i Comites. Anche la Delegazione delle comunità e missioni cattoliche in Germania, editrice del Corriere d’Italia, ha sottoscritto la petizione.
La mobilitazione ha prodotto effetti tangibili. Il WDR ha riconosciuto che la protesta è “significativa e inattesa”, mentre alcuni membri del Rundfunkrat hanno chiesto una revisione della decisione.
Ma la prevista trasformazione del programma radiofonico COSMO nel canale HipHop 1LIVE STREET viola lo statuto del WDR.
Infatti i Neuen deutschen Medienmacher*innen hanno commissionato una perizia ha commissionato una perizia giuridica, per esaminare la proposta, al prof. Dr. Hubertus Gersdorf, docente di diritto costituzionale, amministrativo e dei media all’Università di Lipsia.
L’esito della perizia è che il piano del WDR viola il § 3 comma 4 n. 6 della Legge sul WDR. Questo va un poco spiegato: COSMO ha un mandato legale e non può essere trasformato in una “giovane emittente”. È necessario un programma che si rivolga a tutte le fasce d’età e che affronti “i temi della convivenza interculturale”, temi che suscitano l’interesse di tutte le generazioni. Tutto questo si può leggere sul sito di NdM.
In particolare il progetto del WDR su COSMO viola i seguenti punti della legge:
- il mandato di rappresentare la diversità sociale, culturale e linguistica;
- l’obbligo di garantire pluralismo, inclusione e partecipazione democratica;
- il principio secondo cui i programmi devono essere orientati al servizio pubblico complessivo, non a logiche di mercato o semplificazione editoriale;
- la necessità di assicurare offerte mediatiche per gruppi con background migratorio, esplicitamente menzionata nelle linee guida del WDR.
Secondo il Gutachter, eliminare l’unico programma multilingue e interculturale dell’emittente significa ridurre la capacità del WDR di adempiere al proprio mandato pubblico, creando un “deficit democratico” e un “vuoto di rappresentanza” per milioni di cittadini con storia migratoria. La perizia è stata consegnata al Rundfunkrat e all’ARD, aumentando ulteriormente la pressione istituzionale.

Una battaglia che riguarda anche gli italiani in Germania
COSMO ha storicamente dato spazio alle comunità migranti, tra cui quella italiana. Non sorprende quindi che membri del Comites Colonia, associazioni italiane, artisti e operatori culturali italiani attivi in Germania, colleghe e colleghi giornalisti, aderiscano mobilitazione e partecipino agli eventi.
Per molti, la chiusura di COSMO rappresenterebbe una perdita non solo mediatica, ma identitaria: un luogo dove le comunità europee e non europee hanno potuto raccontarsi, informarsi, riconoscersi e raccontare la Germania da dentro il Paese.

























