In cerca di lavoro. Foto da Magnific

Rubrica a cura dei patronati Acli Germania, Inca Cgil e ItalUil. Questo mese a cura di Barbara Cuccarese di ITAL-UIL Germania e.V.

Quanti lavoratori in Germania si sono trovati, almeno una volta nella vita, ad attraversare un periodo di difficoltà e a dover chiedere il sostegno del Jobcenter? Per molti, il Bürgergeld – introdotto nel 2023 in sostituzione al precedente Hartz IV con l’obiettivo di garantire maggiore tutela ai beneficiari – ha rappresentato una temporanea fonte di sostentamento, utile ad affrontare delle fasi di precarietà in attesa di ritrovare una stabilità lavorativa. 

Con la nuova riforma, tuttavia, accedere alle prestazioni economiche previste dal secondo libro del Codice Sociale tedesco (SGB II) potrebbe diventare più difficile. La Grundsicherung, che entrerà in vigore dal 1° luglio, punta infatti a concentrare gli aiuti economici sui casi ritenuti maggiormente problematici e a incentivare l’attivazione lavorativa per chi è in grado di lavorare, promettendo di garantire una distribuzione più mirata delle risorse.

Importi invariati, regole più severe

Gli importi della prestazione economica – Grundsicherungsgeld – rimarranno invariati: 563,00 euro mensili per le persone sole, 506,00 euro per ciascun partner convivente e somme comprese tra 357 e 471 euro per i figli, a seconda dell’età.

La vera novità riguarda l’impostazione del sistema. La nuova prestazione si poggia sul principio del “Fordern und Fördern” (“pretendere e sostenere”), che combina l’obbligo di attivarsi per trovare lavoro con misure di supporto e accompagnamento professionale. Contestualmente vengono irrigidite le sanzioni e modificati alcuni elementi di tutela che erano state introdotte negli ultimi anni.

Priorità al lavoro

Uno dei pilastri della riforma sarà il cosiddetto principio della “priorità di collocamento”. L’obiettivo è favorire il più rapidamente possibile il reiserimento nel mondo del lavoro, accompagnando il percorso con attività di qualificazione professionale dove necessario, soprattutto per i giovani sotto i 30 anni o che vivono situazioni particolarmente difficili. In sostanza, la ricerca di un’occupazione e la formazione professionale avranno la priorità rispetto all’erogazione del sostegno economico.

Maggiori obblighi per i beneficiari

Il nuovo sistema richiederà un impegno più intenso da parte delle persone considerate idonee al lavoro. Cambiano, infatti, le regole per alcune categorie finora tutelate. Ad esempio, per chi si occupa dei figli, l’obbligo di partecipare a misure di reinserimento o di riprendere l’attività lavorativa scatterà dal quattordicesimo mese di vita del bambino, e non più dal terzo anno come avveniva in precedenza. Peraltro, le madri sole, potrebbero dover accettare un’attività lavorativa a tempo pieno, qualora venga stabilito che ci siano le condizioni. 

Sanzioni più pesanti

Particolare attenzione viene posta al rispetto degli obblighi di collaborazione dei beneficiari nei confronti del Jobcenter. Il nuovo piano di cooperazione mira a instaurare un rapporto più diretto e costante tra amministrazione e beneficiari, ma prevede conseguenze più severe in caso di mancata collaborazione, come tagli consistenti della prestazione. In quest’ottica, il rispetto degli appuntamenti convocati dal Jobcenter assume un ruolo centrale e l’irreperibilità potrebbe comportare la sospensione completa del sostegno economico.

Fine del periodo di tutela

Un’altra novità significativa riguarda la fine del cosiddetto Karenzzeit, il periodo iniziale durante il quale alcuni controlli sul patrimonio e sulle spese abitative erano più flessibili. 

Con la Grundsicherung i controlli sui costi dell’affitto verranno effettuati fin dall’inizio della percezione della prestazione e non più dopo il primo anno. Inoltre, verranno introdotte delle soglie di patrimonio protetto (Schonvermögen) definite in base all’età del beneficiario.

Efficienza o eccessiva severità?

Secondo i promotori della riforma, il nuovo sistema consentirà di evitare sprechi di risorse pubbliche e di concentrare gli aiuti su chi si trova realmente in condizioni di bisogno, incentivando una più rapida integrazione nel mercato del lavoro. Resta tuttavia aperto il dibattito sull’equilibrio tra sostegno e obblighi. Se da un lato l’obiettivo di favorire l’occupazione sia senza dubbio condivisibile, dall’altro alcune nuove misure risultano particolarmente severe, soprattutto per le famiglie monoparentali e per le persone che incontrano maggiori difficoltà nel reinserimento professionale.

Solo nei prossimi mesi si potrà valutare se la Grundsicherung riuscirà effettivamente a garantire una maggiore efficienza amministrativa senza trascurare la tutela sociale, oppure se le nuove regole rischieranno di penalizzare proprio le categorie più fragili.


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