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Approvata in prima lettura alla Camera la proposta che cambia il sistema di voto. Per gli italiani all’estero previste nuove regole per la Circoscrizione Estero e maggiori controlli sul voto per corrispondenza

La Camera dei deputati ha approvato in prima lettura la proposta di riforma della legge elettorale per Camera e Senato. Il testo dovrà ora essere esaminato dal Senato e, solo al termine dell’iter parlamentare, diventerà eventualmente legge. Per gli italiani residenti all’estero le novità non sono poche: oltre a un rafforzamento dei controlli sul voto per corrispondenza, cambia infatti l’organizzazione della Circoscrizione Estero, con una riduzione delle ripartizioni territoriali.

Addio al Rosatellum

La riforma supera l’attuale sistema elettorale del Rosatellum, basato su una combinazione di collegi uninominali e proporzionale, introducendo un modello prevalentemente proporzionale.

Rimangono le coalizioni e le soglie di sbarramento: il 10% per le coalizioni e il 3% per le singole liste. È inoltre previsto un premio di governabilità, ma solo se la lista o la coalizione più votata raggiungerà almeno il 42% dei voti validi sia alla Camera sia al Senato. In caso contrario, tutti i seggi saranno assegnati con il sistema proporzionale.

Non vengono introdotte le preferenze: gli elettori continueranno a votare il simbolo del partito e saranno i partiti stessi a stabilire l’ordine di elezione dei candidati attraverso liste bloccate.

Le novità per gli italiani all’estero

Per i circa sei milioni di cittadini italiani iscritti all’AIRE, la modifica più significativa riguarda la Circoscrizione Estero. Un emendamento presentato dalla maggioranza e approvato dalla Camera ridisegna infatti le attuali ripartizioni geografiche.

Alla Camera da quattro a due ripartizioni

Oggi la Circoscrizione Estero è suddivisa in quattro aree:

  • Europa;
  • America meridionale;
  • America settentrionale e centrale;
  • Africa, Asia, Oceania e Antartide.

Con la riforma le ripartizioni diventerebbero soltanto due:

  • Europa;
  • Resto del mondo, che comprenderà America Latina, Nord e Centro America, Africa, Asia, Oceania e Antartide.

Al Senato un’unica circoscrizione mondiale

La novità più rilevante riguarda Palazzo Madama.

Se la riforma entrerà in vigore, gli italiani residenti all’estero eleggeranno i propri quattro senatori in un’unica circoscrizione mondiale, senza più alcuna distinzione geografica.

Attualmente, invece, ciascuna delle quattro ripartizioni elegge un senatore.

Rimane invariato il numero degli eletti

Non cambia il numero complessivo dei parlamentari eletti all’estero.

Gli italiani residenti fuori dai confini nazionali continueranno infatti a eleggere:

  • 8 deputati;
  • 4 senatori.

Ciò che cambia è la distribuzione territoriale dei seggi e, di conseguenza, il peso delle diverse comunità italiane nel mondo.

Per la comunità italiana in Germania e più in generale per quella europea, la ripartizione Europa rimarrebbe autonoma. Diversa la situazione per gli italiani residenti negli altri continenti, che verrebbero accorpati in una sola grande circoscrizione, comprendente realtà molto differenti tra loro per dimensioni, esigenze e problematiche.

Più sicurezza per il voto per corrispondenza

La riforma interviene anche sulle modalità di voto degli italiani all’estero, introducendo nuove misure di controllo.

Tra le principali novità figurano:

  • un codice alfanumerico leggibile otticamente associato al certificato elettorale;
  • ulteriori verifiche sui plichi elettorali;
  • sistemi pensati per migliorare la tracciabilità delle schede e garantire maggiore sicurezza e segretezza del voto.

L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare l’affidabilità del voto per corrispondenza, più volte oggetto di polemiche e richieste di riforma negli ultimi anni.

Voto anche per chi è temporaneamente fuori sede

Tra le altre novità della proposta di legge viene introdotta in modo stabile anche la possibilità di votare nel Comune di domicilio temporaneo per studenti universitari, lavoratori e persone costrette a soggiornare lontano dalla propria residenza per motivi di salute.

La misura riguarda le elezioni politiche, europee e i referendum e richiede un domicilio temporaneo di almeno nove mesi in una provincia diversa da quella di iscrizione elettorale.

L’ultima parola spetta al Senato

L’approvazione della Camera rappresenta soltanto il primo passaggio dell’iter legislativo.

Il testo dovrà ora essere discusso e votato dal Senato. Se Palazzo Madama apporterà modifiche, la proposta tornerà nuovamente alla Camera per un’ulteriore approvazione.

Solo al termine di questo percorso sarà possibile conoscere la versione definitiva della nuova legge elettorale, destinata a sostituire il Rosatellum e a ridefinire anche le modalità con cui gli italiani residenti all’estero eleggeranno i propri rappresentanti in Parlamento.

Per le comunità italiane nel mondo si tratta di una riforma destinata ad avere effetti significativi sulla rappresentanza parlamentare. In particolare, l’accorpamento delle circoscrizioni extraeuropee solleva già interrogativi sulla capacità dei futuri eletti di rappresentare realtà molto diverse tra loro, distribuite in continenti con esigenze, dimensioni e priorità spesso profondamente differenti. Per la numerosa collettività italiana residente in Germania e negli altri Paesi europei, invece, la ripartizione Europa manterrebbe una propria autonomia, pur all’interno di un quadro complessivo profondamente rinnovato.