Ha avuto luogo il nove ottobre scorso alla Commissione Esteri del Senato l’audizione con il Segretario Generale della Farnesina, Ambasciatrice Elisabetta Belloni.

Il tutto è stato diramato in rete. Chi ha un’oretta di tempo può guardarsi il filmato su questo sito: https://webtv.camera.it/evento/13058.

A tutti gli altri raccontiamo che, in sintesi, nulla di nuovo si apprende dal Maeci su quanto ci interessa di più e cioè sui servizi consolari. Dalla Farnesina, la Commissione Esteri ha appreso, infatti, che i soldi sono pochi e che si cerca di sopperire alla chiusura di circa sessanta consolati e ambasciate con l’impiego di consoli onorari, ora muniti di macchinette per il prelievo delle impronte digitali. Poi si è appreso che la sede di Toronto non sarà soppressa e che si pensa solo alla vendita dell’immobile. Non è mancato l’auspicio di nuove assunzioni, sia di personale di ruolo a Roma sia di personale all’estero.

Il Segretario generale Belloni ha anche lanciato un allarme per i propri consoli, i quali rispondono personalmente alle denunce che piovono per inadempienze nella trattazione delle pratiche per il riconoscimento della cittadinanza italiana. Il filmato mostra un Segretario Generale del Maeci seriamente preoccupato per il destino dei propri consoli che vanno assolutamente “tutelati”.

Chi guarda il filmato non potrà comunque fare a meno di notare come il fascino dell’Ambasciatrice Belloni abbia letteralmente ipnotizzato i presenti, parlamentari eletti all’estero compresi, i quali si sono limitati a dire che “le chiusure dei consolati non furono giuste e che l’Unità di crisi del MAECI funziona molto bene!”.

A nessuno di loro è venuto in mente di chiedere al Segretario Generale della Farnesina chi tuteli le migliaia d’italiani che vedono inevase le loro domande di riconoscimento della propria nazionalità. Tutelare i Consoli va bene ma tutelare gli utenti andrebbe meglio, se si pensa che il compito principale della Farnesina, almeno una volta, consistesse proprio nella tutela dei diritti delle comunità italiane all’estero.

In merito alla chiusura dei Consolati tutti sembrano accettare quanto suggerito da Belloni-Mandrake: I Consoli onorari sostituiscono gli uffici consolari soppressi!

Non si è registrata alcuna richiesta dei presenti all’audizione di maggiore elasticità, coraggio e fantasia nella gestione dei servizi consolari. Anche i neo eletti all’estero non hanno domandato, e tantomeno preteso, di tornare indietro con la riapertura di unità distaccate dalle sedi consolari centrali, e quindi più vicine alle comunità italiane.

Si continua pertanto a non capire perché i consolati non possano aprire postazioni con i propri impiegati in centri più lontani ma popolati da gruppi d’italiani che, in alcuni casi, superano le trentamila unità.

Eppure la Farnesina fino al 2014 lo faceva. Noi in Germania ricordiamo bene gli Uffici consolari a Saarbrücken e a Norimberga e l’Agenzia consolare a Mannheim.

In altri Paesi, gli uffici distaccati esistono e funzionano bene come il distaccamento di Mulhouse in Francia che è alle dipendenze del Consolato Generale a Metz.

Insomma, ancora silenzio degli interlocutori della Farnesina sulla creazione di Uffici distaccati in locali gratuiti, messi a disposizione dei Paesi ospitanti e che tutti ricordano come il “Modello Saarbrücken”, aperto nel 2010, quando la parola magica “decentralizzazione dei servizi” era diventata una realtà che non costava nulla alle casse dello Stato Italiano.

Altri tempi, a quanto pare. Tempi in cui il potere ipnotico del Maeci era meno forte o la volontà di restare ipnotizzati degli eletti all’estero era meno, molto meno manifesta.

Concludiamo, costatando che mentre i vertici all’amministrazione della Farnesina insistono con la strategia del “tappabuchi onorario” la guida politica del Dicastero degli Esteri sembra avere un’altra coscienza del problema dei servizi consolari. Il Sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo ha, infatti, ultimamente affermato che: “Ci troviamo nella situazione paradossale per cui gli italiani all’estero aumentano, mentre diminuiscono i rappresentanti consolari che dovrebbero essere il raccordo tra il Paese ospitante e quello di origine”. Resta da sperare che per porre rimedio seguano azioni, che vanno oltre i consoli onorari con le macchinette.

Consoli onorari con la macchinetta? Vediamo quel è la reale situazione in Germania.

Vi riportiamo innanzitutto la risposta ricevuta dalla nostra Ambasciata a Berlino, dove ci siamo rivolti per apprendere il numero, la dislocazione e l’orario d’ufficio dei consoli onorari in Germania e se questi hanno la famosa macchinetta per le impronte digitali:

“Gentile D.ssa Linardi,
Le invio qui di seguito le informazioni che ci ha richiesto:
I consolati onorari in Germania sono attualmente 8: abbiamo sedi onorarie ad Amburgo, a Brema, a Dresda, a Kiel, a Lipsia, a Mannheim, a Norimberga ed a Saarbrücken. Può trovare tutti i recapiti dei nostri Consoli onorari e gli orari di apertura al pubblico sul sito internet della nostra Ambasciata, a questo link: https://ambberlino.esteri.it/ambasciata_berlino/it/ambasciata/la_rete_consolare/la%20rete%20consolare.html;
Al momento, soltanto Amburgo e Brema dispongono dell’attrezzatura per la captazione delle impronte digitali (ed è stata presentata richiesta per il Consolato onorario di Kiel, alla quale però non si è ancora avuto riscontro); ad Amburgo e Brema l’apparecchiatura viene usata un giorno alla settimana, su appuntamento. Presso le Sedi di alcuni altri Consolati onorari si svolgono tuttavia regolarmente missioni del cd. “funzionario itinerante” proveniente dal Consolato di riferimento, che porta con sé l’apposita attrezzatura mobile ed offre quindi al pubblico la possibilità di dare le proprie impronte digitali per la predisposizione del passaporto in loco, senza doversi recare fino alla sede del Consolato. Questo avviene regolarmente presso i Consolati onorari di Saarbrücken, Mannheim e Kiel e sporadicamente presso quello di Norimberga. Infine, i funzionari itineranti dei Consolati, oltre a questo servizio offerto nelle città, sedi di Consolati onorari, possono effettuare lo stesso servizio (e in diversi casi lo fanno) in altre città, specie se distanti dalla Sede di riferimento, organizzando ad hoc degli incontri con le collettività locali (particolarmente attivo in questo senso è il Consolato Generale di Hannover, considerata anche l’ampiezza territoriale della circoscrizione di sua competenza). Restando a Sua disposizione per eventuali chiarimenti, Le invio i miei migliori saluti,
Susanna Schlein”

Germania: su otto consolati onorari, solo due attrezzati per il prelievo dei dati biometrici

Le famose macchinette sono quindi a disposizione del pubblico ad Amburgo una sola volta la settimana di martedì dalle 9.30 alle 14.00. A Brema, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 12.00. E gli altri consoli onorari? Sono fermi al loro posto e aspettano i “funzionari itineranti” che poi sono gli impiegati dei consolati di riferimento, che una volta il mese si mettono in viaggio per raccogliere le impronte digitali. Un servizio “ambulante” che doveva essere sostituito dalle macchinette fisse per il prelievo in regolari e possibilmente quotidiani orari d’ufficio. Stranamente i consoli onorari di Mannheim, Norimberga e Saarbrücken, dove si concentra il maggior numero d’italiani, restano privi degli apparecchi per il prelievo dei dati biometrici. Questi tre consoli onorari, per altro, sono abbastanza avari con le ore a disposizione dei connazionali. Mannheim apre solo tre ore la settimana di mercoledì e riceve solo su appuntamento. Norimberga preferisce il venerdì ma sempre per sole tre ore settimanali. A Saarbrücken l’orario di apertura è ancora più ridotto, con due giovedì al mese, per sette ore mensili e, attenzione, sempre e solo con appuntamento, senza il quale bisogna aspettare almeno altre due settimane per essere ricevuti.

È comunque evidente che il discorso dei consoli onorari sia molto limitato ai soli documenti di viaggio. Molto probabilmente è inutile rivolgersi a un console onorario per assistenza sociale, per casi complessi di stato civile, per questioni di successione, per qualche delega, per un’autentica di firma o fotocopia o per la richiesta della cittadinanza. Consolato onorario significa consegna della carta d’identità e prelievo delle impronte per il passaporto (con la macchinetta, quando esiste) e quest’appare poco, troppo poco perché si giustifichi l’etichetta di Consolato, seppur onorario.

Le macchinette per il prelievo dei dati biometrici sono poche e forse anche pericolose.

Il nostro Giornale aveva chiesto all’Ambasciata a Berlino: “ Chiediamo inoltre nell’interesse dei nostri lettori se l’uso di tali apparecchiature è riservato esclusivamente ai Consoli onorari o se è esteso anche ai loro collaboratori”. A questa domanda non ci è stata data risposta. Eppure si tratta di un particolare importante poiché tocca il diritto alla privacy e la sicurezza nella trasmissione telematica dei dati personali. Quali sono le garanzie del consolato all’utente che i propri dati siano trattati solo ed esclusivamente dai consoli onorari che, nonostante tutte le critiche sull’adeguatezza del loro ruolo nei centri di vecchia e nuova emigrazione, sono figure istituzionali e contemplate dalle convenzioni internazionali sui rapporti consolari? Che cosa succede quando il prelievo dei dati biometrici è affidato agli aiutanti, più o meno casuali, dei consoli onorari? E cosa succede se nella trasmissione via internet dei dati biometrici qualcuno li intercetta e ne fa uso illecito? In epoca in cui si discute se addirittura l’affissione dei cognomi sui campanelli alle porte può costituire una violazione della privacy, figuriamoci le nostre impronte digitali e le nostre fotografie biometriche a disposizione di qualsiasi pirata informatico bontempone o, nel peggiore dei casi, a disposizione di qualsiasi organizzazione criminale dedita alla creazione di false identità.

Al momento della chiusura redazionale non è giunta alcuna risposta dalla nostra Ambasciata a Berlino, che aveva ricevuto in anteprima l’articolo che avete letto. Restiamo a disposizione per ogni commento.

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