Si è tenuto sabato 24 novembre a Fellbach, lo spettacolo con due comici cabarettisti e attori: Mariano D’Angelo in coppia con Enzo Salvi, protagonista del tormentone “Mammamia comme sto” e Franco Neri, un altrettanto tormentone “Franco, oh Franco!”. A unire gli indiscussi personaggi della comicità del mondo del cinema, tv e teatro italiano, è stato Danilo Amato di Heiningen. Il Corriere d’Italia ha incontrato il cast.

Chiediamo a Enzo Salvi e a Mariano D’Angelo impressioni ed emozioni, pregi e difetti della consolidata coppia comica.
Mammamia comme sto a Stoccarda! Stiamo benissimo! Tutto preciso, caruccio e pettinato e con una grande accoglienza di pubblico e dove ho incontrato un caro amico come Franco Neri. Un saluto a tutti i nostri amici che ci stanno guardando e seguendo dalla Germania e da tutto il mondo attraverso voi, ci dice Enzo Salvi. Siamo felicissimi di essere qui assieme al mio fraterno amico e compagno di viaggio da trent’anni, Mariano D’angelo, i precursori del cabaret “Mamma mia che impressione”. Oggi è più una rimpatriata. Rivedere i propri connazionali è un’emozione, termina Enzo Salvi. Oltre l’emozione c’è anche la concentrazione per fare bene il nostro lavoro e divertire la gente, aggiunge Mariano D’Angelo. Nonostante che la Germania sia un Paese ospitale, sappiamo quanto sia delicato e difficile emigrare e stare con il cuore in Italia, quindi abbiamo un compito particolare, farli sorridere. Pregi e difetti tra Salvi e me, penso che sia la stessa cosa, la generosità è un pregio quando viene rispettata e accolta bene dalle persone verso il quale sei generoso ma diventa un difetto se le stesse non sono pronte ad accettarla.

Quando e com’è nata la passione di regalare risate al prossimo?
È una missione riuscire a far ridere e regalare un momento di evasione in questo periodo di grande difficoltà e di crisi che stiamo vivendo. Io vendo “risate” e il pubblico è il mio migliore “cliente”. Sul palco, il nostro impegno è regalare sempre delle novità, ispirandoci chiaramente a personaggi che rappresentano il quotidiano, tipo “Er cipolla” e tanti altri che abbiamo fatto. Questo ci regala grandi emozioni e ci gratifica, sapendo che la gente torna a casa felice.

Se dico Massimo Boldi e Christian De Sica, cosa le viene in mente?
Mi ritorna in mente… quindici film di Natale! I primi cinque girati con la coppia Boldi De Sica sono stati una ventata di novità, in una coppia collaudata da tempi remoti, pone l’accento Enzo Salvi. Poi con Massimo Boldi abbiamo proseguito e tra questi quindici che ho fatto, c’è il film “Natale sul Nilo” che ha incassato quasi ventotto milioni di euro.

Enzo Salvi, da dove o com’è nato questo progetto “Mammamia comme sto”?

No, non è un progetto. È un personaggio che chiaramente noi comici siamo abituati a osservare nel quotidiano. Era un tossico che girava per la stazione di Ostia, dove abito. Aspettavo mia moglie e questo ragazzo un po’ tra le nuvole si avvicina e mi chiede degli spiccioli per il treno. Io con il mio spirito filantropico gli do cento lire al che, la cosa ripetutasi per cinque volte, gli chiesi: ma scusa quanto costa sto biglietto del treno? Questo mi guarda e mi fa: ma quale biglietto, io è il treno che mi voglio compra! È da lì che creai questo personaggio molto demenziale come un fumetto, anche perché io non parlo mai di droga ma gioco molto sul personaggio che è un perdente nato.

Attore comico, cabarettista, cinema, tv e scritto anche libri. Ha altri sogni nel cassetto?
Guarda, quest’anno uscirà in prima serata su Italia1 il mio primo film di Natale “Din Don” e che ho girato questa estate con un cast strepitoso. È un motivo di grande soddisfazione, perché inizio a fare un grande percorso e un cammino da solo. Poi uscirà uno spettacolo scritto assieme a Mariano D’Angelo per andare in tournée e ancora, grandi sorprese. Abbiamo anche un film insieme e una trasmissione per Italia1. Vi ringrazio per la vostra attenzione mediatica e per la calorosa accoglienza avuta a Fellbach. Vi saluto dicendovi…Mamma mia comme stai! Vi voglio bene.

Sono in compagnia di un grande amico, Franco Neri. A lei chiedo da dove è nata la risata?
Anzitutto saluto tutti quelli che ci stanno guardando in questo momento. La risata nasce nell’osservare quello che ti capita tutti i giorni. La risata l’abbiamo dentro. É difficile tirarla fuori ma con un po’ di genio guardi le cose in un modo semplice e nel mezzo c’è la risata. La vera risata nasce dal dramma ad esempio: se scivola una persona che ha cento anni ti viene da ridere; mentre se capita a un bambino di cinque anni esclami “poverino si è fatto male. Ci sono tanti modi di ridere e tanti tipi di risata, quella ad esempio di pancia, quella intellettuale, la satirica etc. Cerco di far ridere le persone raccontando cose che sanno già, senza farle scervellare, guardando le cose che ti girano attorno e cogliendo delle sensazioni bellissime.

Consideri quindi il tuo spettacolo, una realtà di vita?
Sì, il mio spettacolo lo considero uno spaccato di vita. Certo molte cose sono amplificate, altrimenti non scatterebbe la risata. Però in tutto quello che racconto c’è un passato, il vissuto delle persone, fai rivedere dei momenti familiari dove genitori, fratelli, amici e parenti magari dopo trent’anni che non ti vedi anziché dirti “che piacere rivederti” ti dicono “mizzica, sei vivo!”. Ecco, questo è il mio modo di far ridere e raccontare.

In questo mondo artistico, quali sono stati i suoi idoli?
Intanto il lavoro di un comico lo considero fortunato. È come vincere una lotteria. I miei idoli sono due grandi maestri. Uno è Lino Banfi perché, il giorno che feci diciotto anni, lavorai con lui, è un grande amico e lo saluto. Un altro che mi fa proprio ridere perché geniale nelle sue cose è Gigi Proietti. Parlando degli attori contemporanei, senza andare tanto indietro ti dico: Stan Laurel e Oliver Hardy, Buster Keaton e tanti altri che hanno segnato la comicità nel mondo come Totò. Lui era avanti di cento anni, tanto è vero che oggi ridi ancora rivedendo i suoi film proprio perché, cosa che ha fatto anche Alberto Sordi, ha raccontato quello che noi abbiamo nell’animo ed è molto facile arrivare al cuore delle persone.

“Franco… o Franco” com’è nato? Hai sogni nel cassetto e progetti in vista?
È nato da mia madre. Io da piccolo ero discolo e la facevo disperare. Si affacciava al balcone chiamandomi per fare i compiti, perché era tardi, etc. . Poi in una puntata di Maurizio Costanzo i miei genitori nel raccontare il “Franco” che ero, il pubblico istintivamente rispose “…o Franco” e da lì è nato senza volerlo il tormentone e il mio personaggio. Molti restano ingabbiato del proprio personaggio, io però ne sono contento altrimenti oggi, non sarei qui a fare questa intervista. I sogni nel cassetto sono tanti, dovrei prima togliere tutti i miei abiti. Non è facile, perché questo è un mondo spietato, talvolta lavori tanto in un progetto e poi si perdono nel nulla. Ho partecipato da poco a un progetto cinematografico e sto scrivendo inoltre uno spettacolo nuovo. Aderisco anche a kemence tipo oggi, dove ho incontrato un caro amico come Enzo Salvi. A tutti i calabresi che sono all’estero e non, come a quelli che si trasferiranno perché “tra poco se ne andranno tutti dall’Italia” termino dicendo: “Franco… o Franco, vieni che ti aspettiamo oltre la frontiera” che poi neanche quelle esistono più. Continuate a seguirmi cari connazionali e a seguire anche questa trasmissione televisiva e stampa di TeleVideoItalia.de e Corriere d’Italia che si occupano anche di artisti, dando la possibilità a noi che regaliamo sorrisi dall’Italia di arrivare ed essere visti anche da voi che siete all’estero e che diversamente sarebbe stato difficile arrivare. Giacché ci siamo, vi saluto augurandovi un Buon Natale.

Essere riuscito anche in questo spettacolo teatrale, con personaggi non indifferenti della comicità italiana, è a dir poco gratificante. Il merito lo devo grazie al pubblico che mia creduto e alla consolidata collaborazione con il mio staff, i miei sponsor, Giuseppe Fascina che ha curato la prevendita, i presentatori Luis e Stefy ci dice l’organizzatore Danilo Amato. Ringrazio la fiducia data dagli artisti e la presenza di TeleVideoItalia.de e quella del Corriere d’Italia e per il servizi televisivo girato in collaborazione con la SDA FotoVideo Production e mandato in onda al sito ufficiale di televideoitalia.net e su corriereditalia.de

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