Nella foto: Consegna della perizia al rappresentante delle vittime, ©Bistum Köln

Arcidiocesi di Colonia – Presentazione della perizia alla presenza del cardinale Rainer Maria Woelki

Sono trascorse poche settimane: in quei giorni si parlava molto del cardinale Rainer Maria Woelki di Colonia e c’era molta attesa per la presentazione della seconda perizia sulle inadempienze nel segnalare e perseguire abusi sessuali nella diocesi. C’è stata molta attesa per questa perizia perché era la seconda, perché il cardinal Woelki ha promesso di renderla pubblica mentre non aveva voluto rendere pubblica la prima. E proprio questo mistero sulla prima perizia, commissionata a uno studio legale di Monaco aveva attirato sul cardinale di Colonia molte critiche.

Il 18 marzo viene presentata la perizia dello studio legale Gercke & Wollschläger dal professore avvocato Björn Gercke e dall’avvocata Kerstin Stirner. Si tratta di una perizia giuridica, atta a verificare sulla base degli atti e dei documenti a disposizione dal 1975 al 2018 se nella diocesi ci siano state delle inadempienze, da parte del personale responsabile, circa gli obblighi di denunciare abusi sessuali, di far luce sui casi di abuso fino agli obblighi di assistenza delle vittime. Su 286 atti presi in visione 24 presentano violazioni di questi obblighi. Molte di queste sono state compiute dal defunto cardinale Joachim Meisner, arcivescovo di Colonia dal 1989 al 2014. Dagli atti non risulta che il cardinal Woelki abbia commesso infrazioni ma altri prelati sì, tanto che alla fine della conferenza stampa, il cardinale Woelki sospende il vescovo ausiliare Dominikus Schwaderlapp e il vicario giudiziale Günther Assenmacher, responsabile del tribunale diocesano. Anche l’attuale arcivescovo di Amburgo Stefan Heße è coinvolto. Nei giorni successivi Schwaderlapp e Heße presenteranno le dimissioni al papa.

L’avvocato Gercke durante la presentazione sottolinea che più che parlare di occultamento sistematico, la perizia evidenzia lo stato incompleto, inaccurato, frammentario degli atti. Si deve parlare piuttosto di occultamento condizionato dal sistema, un sistema non trasparente e che manca di una pianificazione delle azioni. Per fare un esempio, il cardinale Meisner distrusse due volte degli atti, prassi peraltro consentita dal diritto canonico, e aveva un faldone segreto dal titolo “Brüder im Nebel”.

Il dovere di fare chiarezza è esemplare per tutta la società

Il cardinale Woelki si è tolto un peso, non tanto per non essere coinvolto nelle accuse, ma perché si è probabilmente reso contro che il suo silenzio degli ultimi mesi ha danneggiato la chiesa, nella diocesi di Colonia sono esplose le richieste di fuoriuscita dalla chiesa. Da undici anni la chiesa tedesca, da quando è merso lo scandalo degli abusi sessuali su minori, sta portando avanti pur fra difficoltà un processo doloroso di elaborazione, cercando di capire quali sono le condizioni sistemiche che favoriscono l’abuso. La chiesa è stata la prima istanza nella società a commissionare uno studio accurato sulle cause degli abusi, l’MHG-Studie (2014-2018).

Il Synodaler Weg nasce da questo bisogno di andare a fondo, di intraprendere un processo di riforme che rimuova le cause sistemiche. Certamente esiste l’abuso sessuale sui minori in tutta la società, in famiglia, nelle associazioni sportive e altrove ma non si può non essere d’accordo con Wolfgang Thierse, socialdemocratico cattolico, ex presidente del Bundestag, membro del Zentralkomitee der deutschen Katholiken, quando dice “Ho sempre desiderato che la chiesa cattolica vada avanti nel processo di elaborazione a modello per la società intera”.

La prima perizia

La prima perizia (dello studio legale WSW Westpfahl Spilker Wastl di Monaco di Baviera), quella che era rimasta nel cassetto, ma che poi è stata messa a disposizione a fine marzo per una consultazione in una breve finestra di tempo, non giunge a conclusioni diverse da quella di Gercke, ma non si limita all’aspetto giuridico e nomina quegli aspetti che favoriscono l’abuso consigliando apertamente di fare riforme. La perizia WSW presenta a detta di uno studio legale di Colonia, esperto di comunicazione, numerose violazioni del diritto di comunicazione Äußerungsrecht (Süddeutsche Zeitung). Forse è per questo non è stata precedentemente resa nota.

Valutazioni

Il consiglio delle vittime di abuso, il Betroffenenbeirat bei der Deutschen Bischofskonferenz, che dal febbraio scorso fa parte del Synodaler Weg, ha espresso grandi riserve sulla metodologia della perizia di Gercke, perché occupandosi di infrazioni a livello giuridico, lascia fuori la dimensione etica e morale, non prende in considerazione la prospettiva delle vittime di abusi, né le cause sistemiche emerse dallo Studio-MHG. Lo stesso avvocato Gercke, a chiusura della sua presentazione, ha rilevato l’insufficienza di una perizia unicamente giuridica: “manca una perizia interdisciplinare e per questo le conseguenze sul piano personale e di contenuto sono insufficienti e oltretutto sottraggono loro (alle conseguenze) credibilità”. Un esempio di perizia interdisciplinare è stata invece “Ascoltare le vittime – Impedire l’abuso” commissionata dalla diocesi di Limburg, presentata lo scorso giugno (Corriere d’Italia numero di luglio 2020)

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