A partire dal primo ottobre i connazionali italiani all’estero potranno fare richiesta della nuova CIE

La grande strenna d’autunno, per gli emigrati in Germania, è rappresentata dall’arrivo della Carta d’Identità Elettronica (CIE) finalmente disponibile anche all’estero, a partire dalla storica data del 1° ottobre 2020, per chi la richiederà nuova ed è iscritto all’AIRE. Le vecchie carte d’identità cartacee (CIC) continueranno ad avere valore finché non scadono, a meno che non vengano perse o rubate.

La nuova CIE presenta molti vantaggi perché, essendo fatta in plastica dura, è molto più stabile ed infalsificabile di quella vecchia (non è possibile modificare nessuno dei dati che vi sono registrati) ed ha le stesse dimensioni di una carta del bancomat. Questo rende molto più comodo portarsela appresso nel portafoglio, a differenza del passaporto, in modo da poterla facilmente mostrare ogni volta che sia necessario, da un controllo della polizia allo sportello burocratico o bancario, ed in più consente l’accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione italiana. Inoltre essa può essere usata al posto del passaporto anche per attraversare tutti i confini interni della UE nonché i confini svizzero, norvegese, albanese, Islandese, turco, ed altri stati ancora legati alla EU.

La sua validità è di 10 anni per gli adulti, 5 anni per i minorenni e 3 solo anni per i bimbi minori di anni 3. Si consiglia ai genitori di stare molto attenti alla data di scadenza dei documenti dei loro figli per evitare spiacevoli sorprese ai confini.

In caso di smarrimento o di furto della carta, bisogna fare subito denuncia alle autorità locali, che in Germania sono la polizia o la Internetwache, e poi, con il documento della denuncia effettuata, fare richiesta di un duplicato al consolato competente.

La nuova CIE viene prodotta materialmente da un unico centro, e cioè dall’Istituto Poligrafico e Zecca di Stato a Roma ed è emessa ufficialmente dal Ministero dell’Interno. Per questo motivo la prassi del rilascio è un po’ diversa rispetto a quella cartacea.

I presupposti per poterla richiedere sono l’essere cittadino italiano iscritto all’AIRE e residente nella circoscrizione consolare, e di essere in possesso di un codice fiscale validato dall’Agenzia delle Entrate; chi non ne sia ancora in possesso potrà farselo assegnare tramite il consolato che lo richiederà per lui all’Agenzia delle Entrate.

La nuova prassi prevede complessivamente tre passaggi

1) Non si accettano più richieste allo sportello. La richiesta, deve essere inviata per e-mail all’indirizzo ci_condort@esteri.it con in allegato le copie (in formato pdf, e non in formato foto come ad es. jpg) del documento di riconoscimento precedente; un certificato di residenza attuale (Meldebescheinigung); e se si ha un figlio minorenne occorre un atto di assenso dell’altro genitore con firma autenticata nel caso che esso non venga dall’EU.

Se la carta è per un minorenne, allora occorre la dichiarazione di assenso di entrambi i genitori; e infine ricevuta del bonifico bancario sul conto corrente del consolato (21,95 € in caso di rilascio o rinnovo, 27,11 € in caso di duplicato in seguito a smarrimento, furto o deterioramento).

Quelle persone anziane che non hanno dimestichezza con il computer dovranno farsi aiutare dai più giovani. E come devono fare gli sfortunati che, avendo fatto domanda della CIC prima del lockdown, si son visti rimandare l’appuntamento? Purtroppo la loro domanda non è più valida per la CIE, e dovranno rifare la coda tutta daccapo.

2) Dopo questo input bisognerà aspettare pazientemente che il consolato ti convochi con un appuntamento, non meno di 15 giorni dopo, giorni di lavoro che sono ritenuti necessari affinché gli impiegati dell’ufficio consolare possano effettuare tutti i controlli anagrafici necessari e sbrogliare eventuali contraddizioni presenti nello schedario del comune di provenienza.

Si teme che nei primi tempi ci sarà una grande richiesta di CIE, e perciò i tempi di attesa si potrebbero allungare di molto.

Perciò si raccomanda a chi non ne ha urgente bisogno di temporeggiare con la sua richiesta della CIE, in modo da evitare, per quanto possibile, un sovraccarico delle richieste, che andrebbe a svantaggio di tutti

Quando finalmente sarà giunto il grande giorno in cui si viene ricevuti negli uffici consolari, non bisogna dimenticare di portarsi appresso la foto biometrica (recente, frontale, 35×45 mm) che verrà digitalizzata, più tutta la documentazione originale che era stata anticipata per via e-mail, più eventuale documentazione aggiuntiva che le autorità consolari potrebbero richiedere al momento della convocazione.

Finalmente dopo aver consegnato tutta la documentazione necessaria di cui sopra, l’operatore consolare verificherà faccia a faccia l’autenticità della foto e della firma e prenderà le impronte digitali. Anche i minori di anni 12 dovranno venire di persona accompagnati dai genitori.

3) Compiute tutte queste operazioni, il grosso è fatto: al richiedente non resta che tornarsene a casa ed aspettare. Tutte le informazioni autenticate e digitalizzate saranno inviate elettronicamente a Roma, dove verranno smistate ed elaborate dal Poligrafico dello Stato, che a tempo debito sputerà la sua nuova tessera, il tutto con un procedimento automatico che non dovrebbe durare più a lungo di quanto occorra anche all’efficientissimo Stato Tedesco per produrre i propri Personalausweise a Berlino.

La tessera nuova fiammante verrà spedita per raccomandata da Roma all’indirizzo di residenza o a un recapito indicato dal richiedente.

E come faranno i connazionali in possesso del vecchio documento cartaceo non ancora scaduto? Dovranno continuare ad avvalersene fino alla data di scadenza?

Per le autorità italiane esso è perfettamente valido, anche se molte autorità estere non lo riconoscono più in quanto non più in linea con gli standard europei. Perciò -queste sono solo voci di corridoio- si sta valutando la possibilità di permetterne gradualmente una sostituzione anticipata con quelli nuovi, dopo che sarà passata la grande ondata delle richieste immediate. Ma per il momento non ci sarebbe ancora niente di ufficiale.

A partire dal 5 ottobre la nostra redazione accoglierà volentieri giudizi positivi o negativi sulla nuova prassi da parte dei connazionali nel richiedere la nuova Carta d’identità elettronica.

1 commento

  1. Nella nuova Carta d’Identità Elettronica non è possibile inserire, per una sposata in Gremania, alla quale è stato dato d’ufficio il cognome del marito, anche il cognome acquisito. Ora per tutte le donne il cui matrimoni è stato contratto in Germania anni addietro nasce il non sottovalutabile problema di non potersi identificare tramite la CIE p. es.: conto bancario, pensione, cassa malattia ecc. ecc. Come si potrà risolvere questo problema?

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