Attesissima anche in suolo tedesco e stata l’icona del pop italiano nel mondo, Laura Pausini, dove ha presentato il tredicesimo capolavoro d’inediti “Fatti Sentire World Tour”. Quattordici sono le tracce racchiuse in questo suo nuovo album che spazia dal sound pop, dance al reggeaton e dove spiccano collaborazioni non indifferenti con Rick Simpson, produttore dei Coldplay. Ebbene sì! Martedì 23 ottobre nel backstage a Stoccarda il Corriere d’Italia, ha incontrato la cantante romagnola Laura Pausini e i suoi quattromila e più fan arrivati da ogni dove.

In “Fatti Sentire” emerge una grinta che la contraddistingue, come la sua fragilità e la sua sicurezza. Come gestisce il tutto?

Io m’immedesimo molto nelle canzoni. Ci sono stati anni in cui ero più arrabbiata e più coraggiosa sul palco. In quest’ultimo tour ad esempio, esprimo in alcuni momenti la mia rabbia e in altri la mia sicurezza. In tante altre canzoni però, traspare anche la mia fragilità. Io mi conosco e so che avrò paura anche all’ultimo live.

Nei suoi concerti opta più per il live e meno per i medley; è una nostra impressione?

Dopo così tanti anni e così tanti dischi comincia a essere difficile per me fare le scalette per il live. Ho sempre cercato di evitare i medley, perché i fan mi hanno sempre chiesto di ascoltare le canzoni per intero. Una volta che la tournée inizia in Italia, si comincia poi a viaggiare e non sempre le canzoni che sono state dei singoli in Italia lo sono negli altri Paesi. Ogni Nazione si è affezionata a delle canzoni particolari di ciascun disco, ed io voglio cantarle tutte!

A distanza di anni, l’emozione della musica e l’impatto con i fan è sempre la stessa?

In ogni concerto sento ancora le famose “farfalle nello stomaco” di quando t’innamori. Le sentivo a Cervia quando facevo il pianobar, le ho sentite sul palco di San Siro nel 2007 e le ho sentite ancora in moltissimi posti. Non è importante la grandezza del luogo di dove canti ma quello che senti dentro di te. Dopo venticinque anni ne sono certa, le farfalle le sento ancora grazie alle persone che sono sedute davanti a me, che si alzano quando c’è una canzone piena di energia, che mi ascoltano e che mi applaudono.

Come ci si sente a essere tra le prime donne nella musica nel mondo?

Quando ero piccola, non ero mai la prima. A scuola non andavo bene e a essere la prima non era nei miei piani! La musica mi ha sorpresa, dandomi la vittoria a Sanremo quando avevo diciotto anni e a distanza di venticinque anni continua a farlo ancora, mettendomi di fronte a delle sfide che probabilmente ho imparato ad affrontare, proprio grazie a questo lavoro.

Un particolare saluto ai nostri connazionali italiani emigrati?

Grazie Stoccarda. Grazie a tutti voi che mi seguite e che mi fate ancora oggi emozionare.

La star e tutto il suo gruppo artistico hanno regalato uno straordinario spettacolo di ben tre ore, ricco d’adrenalina pura e magistralmente accompagnata da una stratosferica megascenografia che cambiava a ogni suo brano.

Un concerto dedicato interamente al suo pubblico e dove lo stesso, nell’intermezzo, è stato coinvolto anche in gag ironiche alla “pausiniana” e tradotte dalla stessa in un tedesco… comicamente alterato. Spazio anche a un giovane fan, di nome “Giuseppe” di ventotto anni da Mainz, scelto a caso dalla star tra il pubblico in delirio e che ha fatto salire sul suo imponente palco e permesso di “duettare” con lei un pezzo del suo brano e di farsi un selfie davanti a tutti, unico e fortunatissimo scatto fotografico regalato dalla cantante.

Il Corriere d’Italia e TeleVideoItalia.de ringrazia questa grande donna “Laura Pausini” e la sua troupe per l’assistenza, disponibilità e fiducia posta, come sempre del resto, nei nostri confronti, come l’ospitalità eccellente avuta dall’organizzazione locale.

Lo Special televisivo realizzato in collaborazione con la SDA FotoVideo Production è visibile su televideoitalia.net e corriereditalia.de

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