Il soprano italiano Elisa Balbo e Illiria Production presentano il nuovo progetto – Lunaria. Il libro squisitamente stampato e un Cd con una raccolta di musica vocale ispirata alla luna

Lunaria invita a un viaggio interstellare tra oscurità e luce, tra passato e presente. Una galleria d’arte elettiva privata, una personale esposizione di immagini e immaginazioni ispirate alla notte, cronache musicali di un viaggio ideale dal tramonto all’alba.

La raffinata edizione in Cd si arricchisce dei testi di Luca Micheletti, Elisa Balbo, Michele D’Elia e del compositore moderno Luca Fialdini che ha scritto un nuovo ed elegante brano “Luna Delle Nevi”, appositamente per questo progetto.

Abbiamo incontrato Elisa e Michele.

Michele, cosa apprezzi maggiormente di questa produzione?

Intanto ci tengo a sottolineare che sono un fervente sostenitore della musica vocale da camera, da sempre. E in Italia la pratica del Lied è spesso sottovalutata, sia nei piani di studio dei conservatori che nei programmi da concerto. Dunque mi piace immaginare che “Lunaria” possa avere non solo un merito artistico, ma anche uno scopo divulgativo verso il grande pubblico della forma compositiva per canto e pianoforte. Inoltre, come per il mio precedente cd, “Voix d’espoir”, registrato nel 2019 con Veronica Simeoni e prodotto dal Maggio Musicale Fiorentino, anche “Lunaria” assieme a Elisa Balbo ha il valore aggiunto del fare musica con un’artista che stimo moltissimo ed è anche una grande amica nella vita quotidiana! È stato bello ideare e impaginare il programma musicale con Elisa, studiarlo, approfondirlo insieme e vederne i frutti in una produzione discografica di gran pregio e alto livello, caratteristica imprescindibile delle pubblicazioni di Illiria Productions. Augurandomi che possiate apprezzarlo, ringrazio Elisa Balbo, che è stata una partner artistica incredibilmente brillante, appassionata ma anche paziente, Elena Gajbach e Maxim Mironov per aver creduto nel progetto e Luca Michieletti per averci supportato, come una sorta di mentore orgoglioso e sempre prodigo di preziosi consigli.

Elisa, Lunaria è suddiviso in tre sotto capitoli: contemplazioni, visioni, sogni. Ci accompagni in questo percorso?

Al momento di immaginare cosa avremmo voluto includere in questa raccolta di brani, potevamo decidere di scegliere diverse strade, che avrebbero portato ad una classificazione per autore e periodo di composizione; ma alla fine abbiamo optato per un percorso tematico, un ordine “del cuore”. Volevamo concederci il lusso di creare una sorta di “galleria d’arte” musicale, che ci accompagnasse nel nostro immaginario notturno. Abbiamo deciso di interrogarci su chi è la luna e come ci parla. Da qui il bisogno di contemplare il paesaggio notturno, di guardare. Questa prima sezione (“Contemplazioni”) si apre con la celebre mélodie di Bachelet (“Chère nuit”), in cui diamo il benvenuto alla notte che cala. Vediamo poi sorgere la luna tra le note di Saint-Saëns e la osserviamo illuminare colline, acqua e fronde con Clara Schumann, Mendelssohn, Bellini e infine con un brano inedito scritto apposta per questo album dal contemporaneo Luca Fialdini, e che chiude questo primo excursus temporale di quasi due secoli tra modi diversi di guardare la luna in musica. La contemplazione, tuttavia, non è sufficiente a esaurire le nostre emozioni di fronte allo spettacolo notturno; lo vogliamo carpirne il mistero, farlo nostro e trasfigurarlo attraverso la lente del nostro cuore. Il guardare si trasforma nel vedere: da qui il secondo capitolo (“Visioni”), che è dedicato alla trasfigurazione che gli occhi dell’artista fanno della notte. E cerchiamo di raccontarlo con Verdi, Fauré, Tosti, Respighi e Hahn: questi autori ci portano con sé alla scoperta di un’heure exquise di pura fascinazione sensoriale. E dopo aver guardato e visto la notte, abbiamo deciso che era tempo di chiudere gli occhi e lasciar parlare l’immaginazione (“Sogni”), veri protagonisti del nostro viaggio tra le stelle. Qui, tra le serenate di Leoncavallo e Liszt, le ninnenanne di Puccini, Brahms e Strauss, e le dolci apparizioni di Debussy e Rachmaninoff, ci addormentiamo in una dolce culla onirica. Il disco si conclude con le parole мечта моя (mechta moja), ovvero “mio sogno”: non poteva esserci chiusa migliore!

Michele, il viaggio musicale di Lunaria si sviluppa attraverso tre secoli: che differenze e/o similitudini ci sono?

Le similitudini sono facilmente intuibili. Innanzitutto l’utilizzo della voce e del pianoforte in tutti i brani presenti nel disco e l’esecuzione di melodie nate dal “mettere in musica” testi poetici di varia natura letteraria, a volte ingenuamente artigianali ma molto spesso elevati e sublimi. La differenza fondamentale invece è l’origine socio-culturale della musica presente nel disco. Mi piace pensare a Lunaria come a un piccolo compendio del “canto da camera”. In questo particolare viaggio musicale vengono presentati brani in diverse lingue, estrapolati dalla tradizione della romanza da salotto italiana, della chanson francese, del Lied di area germanica, un piccolo omaggio alla grande produzione russa fino al contemporaneo, rappresentato dal brano “Luna delle nevi”, scritto espressamente per Elisa Balbo dal giovane musicista italiano Luca Fialdini e da noi eseguito e registrato in prima assoluta.

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