Papà di Pisa, mamma del Friuli Venezia Giulia e nonni siciliani, Paolo ha scoperto fin da piccolo la passione per la musica e il canto. Approdato in Germania con Stage Entertainment, interpreta, fino a Settembre, il ruolo di Koukol nel musical Tanz der Vampire a Colonia

Come combini l’altezza con il tuo ruolo di Koukol nel Tanz der Vampire? Fascino e sfida di questo ruolo.

La grande sfida di questo personaggio è proprio la parte fisica. Devo recitare gobbo e con i miei 1,98 metri non è proprio una passeggiata. Quando ho iniziato due anni fa è stata davvero dura, ma con fisioterapia e palestra si riesce a gestire meglio e sostenere gli 8 spettacoli a settimana non è un problema. È una grandissima esperienza che mi ha cambiato un po’ la vita. Ho fatto dei provini per Stage Entertainment per “Love never dies”, il sequel de Il fantasma dell’opera, ma non ero riuscito ad avere la parte. Mi hanno, però, richiamato dopo per un altro musical. Era, proprio Tanz der Vampire che io, all’epoca non conoscevo affatto. I provini sono andati bene ed ho potuto iniziare questo bellissimo viaggio in Germania. Con la lingua è stata un po’ dura, ma visto che ho intenzione di rimanere in Germania, sto continuando a studiarla. La sfida è quella di cercare di far capire al pubblico che cosa vuoi trasmettere. A Koukol è stata tagliata un po’ la lingua per cui non riesce a parlare in maniera corretta. Le uniche armi espressive che mi rimangono, quindi, sono la mimica facciale e il mio corpo. Quindi ho fatto un grande lavoro con il direttore associato, Cornelius Baltus, che mi aiutato a far esprimere, solamente con la faccia, qualche suono e la postura che cosa volevo interpretare. È stata ed è tutt’ora una sfida perché, bene o male, ogni volta il pubblico da convincere è diverso. Quando io sento la risata o quella certa emozione che arriva, per me è una grande soddisfazione. Da quando abbiamo iniziato da Berlino, Monaco, Stoccarda, Amburgo e Colonia abbiamo trovato un pubblico affezionato e ci segue. Ed ho un sacco di fan, che non avrei mai immaginato, perché il mio ruolo è un po’ marginale. So anche che c’è qualche fan che sta preparando il costume come il mio per venire ad uno dei prossimi spettacoli.

Koukol per quanto tempo e cosa verrà dopo?

Posso essere sincero? C’è un ruolo che mi piacerebbe interpretare ed ho ricevuto da poco la notizia che diventerà realtà da Settembre. Sto già studiando, da ora, perché è un personaggio tosto che deve parlare tanto e cantare tanto in tedesco. E, ironia della sorte, è un cattivo.

Con Tanz der Vampire vi siete spostati in diverse città e per il tuo nuovo ruolo ti sposterai ad Amburgo. Come è per te spostarti in continuazione in una nuova città?

Stressante. A me piacerebbe avere un posto fisso, la mia casina etc. Ogni volta che ci spostiamo è come ripartire da zero. Cercare una nuova casa, prendere conoscenza con la zona scoprendo ristoranti, negozi etc. Io la vivo un po’ in stress per le prime settimane. Quando poi mi poso, va meglio. In realtà, ora, dopo essermi trasferito in tante città, quando ritorno in una città in cui ho abitato per un po’ di tempo so come muovermi.

Riesci a gestire le passioni di comprarti Libri, CD etc.?

Ho i miei 3 -4 oggetti che fanno casa. Amo i Peluche e devo stare un po’ attento, perché so che me li devo portare in giro. Sono partito da Pisa, per iniziare quest’avventura, con due valigie e adesso ne ho 6.

Quando avrai la tua dimora fissa… quale sarà il tuo primo acquisto?

Voglio comprarmi un gran bel letto, lungo 2,10 metri perché io non ho tanto spazio

Perché rimanere in Germania?

Ci sono molte più opportunità lavorative nell’ambiente artistico, mentre in Italia le possibilità sono scarse. Ho molti colleghi italiani che si sono spostati in Germania, non solo per le opportunità lavorative, ma anche per il fatto che in Germania, fare il cantante, l’attore o il performer è considerato un vero e proprio lavoro.

Come ha reagito la tua famiglia quando hai comunicato che volevi entrare a far parte del mondo della musica?

Ho avuto al fortuna di avere una famiglia che mi ha sempre supportato, e continua a supportarmi in tutte le decisioni. I miei genitori mi hanno sempre aiutato. Questo è un settore particolare in cui magari, all’inizio, il guadagno manca. Le spese invece no, perché sono da pagare le accademie, le scuole, il concorso, senza alcuna garanzia di un ritorno. In Italia è difficile avere un ruolo perché le produzioni sono pochissime e quelle poche che ci sono durano davvero poco. Ho avuto la possibilità come detto di lavorare in due grandi produzioni, di esibirmi all’Arena di Verona, ma pur avendo fatto cose grandi, è difficile mantenere uno stile di vita consono. A me l’Italia piace tantissimo, per cui mi dispiace rilevarne questo aspetto in cui pecca molto. Con la mia passione del canto non ho visto sbocchi, in Italia, per riuscire ad mantenermi. Così, essendo un tipo organizzato, ho deciso di studiare ingegneria. Ho lavorato, per due anni, in un’azienda di Lucca che produce valvole per navi, shuttle etc. Ci ho lavorato 2 anni, ma ho continuato anche musica e doppiaggio. Ho studiato doppiaggi, a Roma con Roberto Chevalier che è la voce ufficiale di Tom Cruise e Tom Hanks e anche lì ho avuto le mie piccole soddisfazioni. Ho studiato canto e recitazione. Canto moderno e swing, perché la mia passione è lo Swing e po’ recitazione a Firenze e Roma. Dato che però mi interessava anche il doppiaggio e la recitazione ho deciso di seguire dei corsi a Firenze e Roma. Uno con Roberto Pedicini che è la voce ufficiale di Jim Carrey (a Firenze) e a Roma con Roberto Chevalier. È stata un’accademia di due anni in cui ho studiato al dizione e soprattutto il doppiaggio. Da lì, poi, ho avuto qualche esperienza con Francesco Venditti, un direttore di doppiaggio, che mi ha notato di provini. Ho avuto così la possibilità di registrare qualche documentario, ma anche i Misteri di Murdoch (Rai 3). Mi sono divertita anche in quell’ambiente. Quello è un ambiente in cui bisogna rimanere in sala, per cui, visto che io ero spesso in tournée, ho dovuto, alla fine lasciare.

Con tutti i tuoi impegni resta tempo per la tua big band, 4e3Otto?

Abbiamo fatto un concerto di Natele che è stato bello. Non è facile, ma ogni volta che riesco a tornare in Italia per due giorni, cerchiamo di organizzare un concerto. Stressante, ma positivamente. È stato un buon contrappeso al fatto che Koukol non cantasse. Con la mia band non ci esibiamo solo in toscana, ma in giro per tutta Italia, anche perché presentiamo uno spettacolo in cui le persone vengono sul palco, si gioca con il pubblico etc

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