Nella foto: Fabien Vitali, Christian-Albrechts-Universität zu Kiel, introduce la lettura presso il Museum für Völkerkunde di Amburgo

Grande successo della Giornata di studio dedicata a ‚Il Gattopardo’ di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e della proiezione del film di Luchino Visconti (1963)

Si è tenuta il 22 giugno 2018 presso l’Istituto Italiano di Amburgo la giornata internazionale di studio ‘Verratene Revolutionen: Neue Positionen zu einem alten Problem sechzig Jahre Gattopardo’, ‘Rivoluzioni tradite: nuove posizioni su un vecchio problema, per i sessant’anni del Gattopardo’, dedicata a Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Nel 2018 ricorre il sessantenario del romanzo postumo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: uno dei più letti e al contempo più discussi libri italiani del dopoguerra. Le ragioni di questo successo sono molteplici e controverse.

Il racconto del declino della famiglia Salina, emblema del tramonto dell’aristocrazia nel Meridione d’Italia, ossia di un mal compiuto ricambio di classe, strideva con le convenzioni cosiddette neorealiste allora in voga e poteva così diventare uno strumento editoriale di rinnovo. In questa funzione il romanzo, pur riscontrando subito il favore del pubblico (al punto da inaugurare la serie dei best-seller commerciali in Italia), non fu ben accolto da gran parte dei critici accademici o censori letterari. Questi infatti lo snobbavano, alternativamente, o per i suoi modi narrativi apparentemente attardati, da romanzo storico ottocentesco, o per la sua leggibilità (Umberto Eco, per esempio, ne parlava come di un ‘prodotto medio [e] di consumo’).

A questi pregiudizi, che negli anni successivi alla pubblicazione avevano animato la cosiddetta ‘querelle del Gattopardo’, si aggiungeva, non ultimo, quello politico o ideologico: complice la fama ambigua del termine ‘gattopardismo’, è tuttora molto diffusa l’idea secondo cui autore e libro celino una colpevole solidarietà con l’opportunismo racchiuso nel famoso paradosso espresso da Tancredi nella parte prima (‘Se vogliamo che tutto rimanga com’è bisogna che tutto cambi’). A questo equivoco di solito si integra quello più ampio sul tenore anti-storico del romanzo. In effetti, l’ironia con cui Tomasi di Lampedusa rappresenta il momento dello sbarco di Garibaldi in Sicilia, precisamente, come un’avventura romantica inconcludente, gli valeva da molti la fama risentita di detrattore non solo del Risorgimento, ma dell’idea stessa di progresso politico-sociale. Identificare nell’autore un apologeta della propria classe a questo punto era quasi un automatismo, così come l’assimilazione del suo romanzo a un’area ideologica di destra (assimilazione promossa da critici e autori quali Fortini o Moravia).

Per ricordare Il Gattopardo a sessant’anni dalla sua pubblicazione, conviene partire da qui: dal riconoscere al romanzo di Tomasi di Lampedusa il valore d’una grande opera d’arte proprio perché in grado di essere attualizzato oltre i confini di spazio e di tempo. Individuando le poco enfatiche circostanze storiche della nascita dell’Italia, infatti, ‘Il Gattopardo’ al contempo richiama alla memoria e permette di istituire paralleli fra situazioni analoghe presenti su scala globale. Il ‘gattopardismo’ o temi concettualmente affini (immobilismo, falso progresso, mafia ecc.), pertanto diventano temi che si prestano a essere attualizzati in una prospettiva politico-sociale più ampia.

Di seguito l’articolazione della giornata e a seguire programma:

Nicoletta Di Blasi, direttrice dell’Istituto Italiano, Gabriella Angheleddu della Teorema e.V. e Fabien Vitali della Christian-Albrechts-Universität zu Kiel hanno introdotto i lavori, seguiti da un saluto di benvenuto di Gioacchino Lanza Tomasi, musicologo e figlio adottivo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Foto: Nicoletta Di Blasi, direttrice dell’Istituto Italiano e Gioacchino Lanza Tomasi, musicologo e figlio adottivo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Sono seguiti gli interventi di Christian Rivoletti, Friedrich-Alexander-Universität Erlangen-Nürnberg, Leggere il Gattopardo e di Stefano Brugnolo, Università di Pisa, Rivoluzioni mancate da Manzoni al Gattopardo. Dopo un incontro conviviale presso il Völkerkunde Museum di Amburgo, i lavori sono ripresi con gli interventi di Marc Föcking, Università di Amburgo, Il Principe e le stelle. Don Fabrizio Astronomo, Anne Bruch, Georg-Eckert-Institut Braunschweig, Lampedusas Geschichtsbild und das Risorgimento, Libera Pisano, Università della Calabria, Nostalgia e Rivoluzione: le filosofie della storia nel Gattopardo e di Thomas Kroll, Friedrich-Schiller-Universität Jena, Il Gattopardo und die Geschichte.

La giornata di studio è stata conclusa in Istituto da un aperitivo, realizzato dalla duchessa di Palma Nicoletta Polo, a base di pistacchi e pomodori secchi ed altre specialità siciliane. Alle ore 20 è seguita una pubblica lettura presso il Museum für Völkerkunde di Amburgo, con la moderazione della giornalista Maike Albath e il commento di Peter-Alexis Albrecht, Karl-Heinz Dellwo, Susanne Kuby e Gioacchino Lanza Tomasi. L’attrice Ruth Marie Kröger ha letto un’ampia antologia di brani.

Dopo la lettura la serata si è conclusa con un dj set al museo.

A latere del convegno, il 21 giugno, è stato proiettato il film Il Gattopardo, regia di Luchino Visconti, 1963, Palma d’oro come miglior film al sedicesimo Festival di Cannes, presso la cineteca comunale di Amburgo Metropolis. La giornata di studi ha inteso ri-leggere il romanzo di Tomasi di Lampedusa insieme a una rosa di studiosi di letteratura, di storia e di sociologia. Agli interventi intenti ad illustrare lo spessore letterario dell’opera si sono alternati le riflessioni e i dibattiti sull’attualità del suo messaggio che si rivolgono a letterati specialisti, così come a lettori appassionati del Gattopardo e, non ultimi, a tutti coloro che si interessano di alcuni problemi fondamentali delle democrazie dell’epoca moderna. Il pubblico è intervenuto variegato e numerosissimo, confermando l’interesse verso questi temi sia in ambito accademico che in ambito non accademico.

L’evento è stato organizzato dall’Istituto Italiano, in collaborazione con Teorema e.V., associazione amburghese impegnata in progetti culturali e politici, l’Università di Amburgo e l’Università Christian-Albrecht di Kiel. L’Istituto ha potuto assicurare un importante sostegno al progetto, grazie al Fondo per il potenziamento della Promozione della Cultura e della Lingua Italiana all’estero (‘Piano straordinario Vivere All’italiana’ della Direzione Generale per la promozione del sistema Paese DGSP del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale) per attività da realizzare nel 2018.

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