A 10 anni dalla fondazione di Mafia? Nein, Danke!

Abbiamo dato il via alla più grande ribellione alla mafia fuori dall’Italia. Anche per questo, ma non solo, i 10 anni di Mafia? Nein, Danke! sono 10 anni che hanno lasciato il segno. È un’iniziativa di tanti cittadini, italiani e non, che, a differenza di quanto oggi spesso succede, non è apparsa sporadicamente un’unica volta nei titoli di giornale e poi è sparita per l’eternità. Al contrario porta avanti il suo lavoro con l’impegno di sempre, coinvolgendo anche nuove generazioni.

Se le mafie si globalizzano, per aumentare i loro profitti, allora anche l’antimafia deve internazionalizzarsi.

L’antimafia della magistratura, delle forze dell’ordine, ma anche l’antimafia della società civile, della gente comune. È stata questa la molla che ci ha indotto a fondare Mafia? Nein, Danke!, insieme ad alcuni connazionali a Berlino, subito dopo i fatti di Duisburg. Sono già passati dieci anni da quell’agosto del 2007 in cui tutti i TG, in Italia ed in Germania, ci svegliarono parlando della strage di ndrangheta che aveva ammazzato 6 giovani italiani davanti al ristorante Da Bruno.

Erano giorni particolari per gli italiani in Germania. “Dove c’è pizza, c’è mafia”, scrivevano alcuni giornali. È ora di agire contro i pregiudizi, ci siamo detti, e soprattutto contro le mafie. Predisponemmo un adesivo, con su scritto „Chi paga il pizzo è un uomo senza dignità“, lo stesso motto adottato solo un paio di anni prima a Palermo, da Addiopizzo, l’associazione siciliana per la legalità. Proponemmo a diversi ristoratori in Germania di appenderlo alle loro vetrine, così da lanciare un messaggio chiaro: qui non c’è posto per le mafie. Contemporaneamente stilammo una convenzione con le forze dell’ordine, riuscendo a instaurare un rapporto di fiducia reciproco, basato su conoscenza e comunicazione. Una convenzione che poco tempo dopo si dimostrò di vitale importanza.

Perché nel dicembre 2007, due camorristi appartenenti al clan Mazzarella iniziarono a minacciare diverse decine di ristoratori italiani a Berlino. Erano armati e nel giro di pochi giorni le loro minacce si concretizzarono nell’incendio del locale e di una macchina di due ristoratori che si erano rifiutati di pagare. Furono giorni di tensione per noi tutti, italiani a Berlino. Sembrava un incubo, proprio sotto Natale.

Ma proprio grazie alla rete di solidarietà che riuscimmo a creare attraverso Mafia? Nein, Danke! i ristoratori taglieggiati non si sentirono abbandonati e denunciarono i due estorsori. Abbiamo passato notti in alcuni dei ristoranti minacciati, per proteggerli. Erano notti di grande apprensione, ma anche notti durante le quali si sentiva la forza della solidarietà. Poi, grazie alle denunce dei ristoratori estorti, le forze dell’ordine sono riuscite ad arrestare i due camorristi. Eravamo alleviati e fieri. `Gli italiani hanno il coraggio di dire no alla mafia`, titolarono i giornali tedeschi all’indomani dell’arresto dei due camorristi. E la comunità italiana venne espressamente lodata dalla polizia tedesca per lo speciale impegno contro la criminalità organizzata.

Del decimo anniversario di Mafia? Nein, Danke! vado orgogliosa anche a livello personale: dal nostro intento iniziale di metterci la faccia è nata una delle più importanti associazioni della società civile per la legalità, fuori dall’Italia. All’ultimo convegno, recentemente organizzato insieme all’attuale Presidente dell’associazione, Sandro Mattioli, hanno partecipato i Ministri agli Interni di Italia e Germania. La dimostrazione di quale importante contributo la società civile possa dare alla legalità, anche al di fuori dei confini nazionali.

Nella foto: Il Ministro degli interni tedesco, Thomas de Maizière (Cdu)

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