La signora E.G. di Amburgo, ha in Patria una sorella (classe 1958) insegnante elementare. La congiunta è entrata di ruolo nel 1984. Per motivi personali, nell’anno scolastico 2003/2004 ha chiesto periodi d’aspettativa senza retribuzione. Ora la lettrice ci chiede se sua sorella può riscattare, ai fini previdenziali, gli otto mesi non lavorati.
Il DL 564/1996 lo prevede espressamente. Però, il riscatto, che ha un costo, servirebbe solo per aumentare la pensione e non ne anticiperebbe la decorrenza.

Il signor V.D’A. ha, in Italia, un nipote che è rimasto disoccupato per due anni. Il lettore ci chiede se sia possibile riscattare il “vuoto” previdenziale con contributi volontari.
Allo stato attuale, la risposta è negativa. Infatti, il “riscatto” è previsto solo per i periodi successivi alla data nella quale si chiede il versamento. Sarà, comunque, nostra premura comunicare notizia d’eventuali aggiornamenti normativi.

La signora P.K. (classe 1953), cittadina polacca, che segue questa rubrica via Internet in Italia, ha lavorato in Polonia per un certo numero d’anni. Poi, s’è trasferita in Italia, dove esercita l’attività di badante (2004). Ora ci chiede quando andrà a maturare la pensione italiana.
Intanto, come cittadina UE, la lettrice potrà contare anche su i versamenti previdenziali in Polonia. Pur senza una documentazione aggiornata, possiamo prevedere un trattamento di vecchiaia INPS non prima della primavera 2021.

La signora I.M., vedova, che vive col fratello a Berlino, ha in Patria un figlio che frequenta l’università (età 23 anni). La lettrice ci chiede se gli assegni per il figlio studente resteranno in essere anche in caso di cambio d’indirizzo universitario.
Certamente. L’attuale normativa prevede per gli studenti universitari gli assegni sino al compimento dei ventisei anni d’età o, comunque, per la durata legale del corso universitario.

Il signor D.G. di Bonn ha, in Italia, un fratello (classe 1953). Dall’aprile del 1980, lo stesso è dipendente comunale di ruolo. Il lettore ci chiede quando suo fratello potrà andare in pensione.
Anche se non ci sono copie dello stato previdenziale, supponiamo che il diritto alla pensione d’anzianità andrà a scattare non prima del 2021. Il sistema di liquidazione previdenziale sarà di tipo contributivo.

La signora V.C.P. ha, in Italia, una sorella (classe 1954), insegnante elementare di ruolo dal 1982. Non ci sono mai state interruzioni di servizio. La lettrice ci chiede quando la sorella potrà andare in pensione.
A conti fatti, la sorella della signora V.C.P. ha maturato 35 anni di servizio. La pensione “ordinaria” andrà a maturare nell’autunno del 2019. È anche possibile chiedere il pensionamento dal prossimo anno (opzione donna). Noi, però, lo sconsigliamo sotto il profilo economico.

Il signor M.L. di Murg ha, in Italia, un fratello (classe 1953) laureato e occupato presso un pubblico ufficio. Ora il congiunto intenderebbe riscattare gli anni di laurea. Il lettore ci chiede se sia utile ai fini della pensione.
A conti fatti, gli anni riscattabili possono essere rateizzati per un massimo di 36 rate mensili. Il riscatto aumenterà l’importo della futura pensione, ma non la durata del periodo lavorativo.

La signora F.P.W. di Gemerscheim ha in Patria un fratello (classe 1954) e occupato dal gennaio 1976. La lettrice ci chiede quando suo fratello potrà andare in pensione senza penalizzazioni.
Il diritto, da quanto abbiamo potuto rilevare, maturerà nel gennaio 2021 e senza nessuna penalizzazione.

IL signor D.R. di Kassel ha in Italia un cognato (classe 1958) che ha iniziato a lavorare a tempo indeterminato nel 1991. Ora il lettore ci chiede se, per il caso prospettato, sono previsti prepensionamenti.
Gli anni lavorati sono 26. Requisito che non consente ancora la domanda di una pensione. Se la legge resterà sempre com’è ora, il diritto dovrebbe scattare nel 2026, al compimento dei 68 anni.

Il signor D.L. di Hanau ha, in Patria, un fratello (classe 1968) che ha lavorato in più aziende private. Ora ha maturato 1430 settimane di versamenti previdenziali. Il lettore ci chiede se il fratello potrà ottenere il pensionamento nel corrente anno.
A conti fatti, il diritto andrà a maturare alla fine del 2031. Non vediamo, al momento, altra possibilità.

La signora M.O. di Bremen ha in Patria una cugina (classe 1959) impiegata dal 1980. Non risultano periodi scoperti sotto il profilo previdenziale. La lettrice ci chiede quando la cugina potrà andare in pensione.
Pur non avendo preso in esame copia del prospetto previdenziale, è assai probabile che il diritto alla pensione andrà a maturare nell’autunno del 2020.

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