Solleva forte polemica il caso di una giovane italiana, rimasta senza lavoro dopo il parto in Germania e minacciata di espulsione forzata dalle autorità tedesche, se non trova un’occupazione entro quindici giorni, perché non più in grado di mantenersi.

1. È possibile tutto ciò?

La risposta a questa domanda non può non essere di sì. Quello che fa l’amministrazione tedesca non dev’essere sempre frutto di una strategia ben precisa da parte della politica di un paese, ma magari soltanto l‘effetto di una decisione presa all’interno dell’amministrazione stessa. È possibile, dunque, che i comuni – nel caso specifico però si dovrebbe trattare degli Ausländerämter e non, come spesso si legge, i Jobcenter – suggeriscano di lasciare il Paese. Nulla di illegale, ma piuttosto un modo per invogliare la gente a cercarsi un lavoro.

2. È possibile che un cittadino comunitario, che gode della libera circolazione venga espulso?

Secondo le norme vigenti relativo al diritto degli stranieri – Aufenthaltsgesetz – sulla carta sarebbe possibile espellere anche un cittadino italiano. La domanda, tuttavia, contiene l’altra faccia della medaglia: nessuna amministrazione tenterebbe un’espulsione di un cittadino italiano, in quanto questo potrebbe liberamente tornare il giorno dopo in Germania senza conseguenze, salvo i casi di espulsione dopo essere stati condannati con una pena di reclusione in un processo penale.

3. Quali sono i criteri per un’espulsione?

Non sussistono criteri veri e propri. Secondo la legge tedesca una volta perso il lavoro, una volta esaurito il diritto al sussidio di disoccupazione (fino a dodici mesi) e, successivamente, all’assegno sociale, se non si risiede in Germania da cinque anni (causa la legge del 2017 dell’ultimo governo Merkel), non si possono più chiedere aiuti. A quel punto, se il cittadino italiano non è piú in grado di autosostenersi, potrebbe scattare una procedura di espulsione da parte dell’amministrazione. Attenzione: bisogna sottolineare che oltre 70mila italiani percepiscono il sussidio sociale e che finora nessun italiano – a quanto ne sappia – é stato espulso.

4. Quale sono le regole da seguire per avere il sostegno sociale in Germania?

L’Arbeitslosengeld II, a dispetto del nome, è un sussidio sociale che viene dato a persone in cerca di lavoro o che hanno un guadagno molto basso. Attenzione a non confonderlo con l’Arbeitslosengeld I (o ALG I) che invece è il sussidio di disoccupazione che puoi ottenere in caso di licenziamento! Lo scopo dell’ALG II è “fördern und fordern”, cioè “sostenere e pretendere”: questo implica che ti potranno dare gli aiuti solo a determinate condizioni che vedremo più avanti. In pratica il sussidio non è quindi uno stipendio che lo Stato ti passa per stare a casa a oziare, altrimenti chi lavorerebbe più? Il sussidio ti viene concesso per aiutarti nel tuo sostentamento nel periodo in cui cerchi attivamente un nuovo impiego e viene finanziato tramite le trattenute in busta paga dei lavoratori.

5. Chi può usufruire del sostegno sociale?

Per ottenere il sussidio sociale bisogna rispettare alcune clausole e requisiti:

– il richiedente deve avere tra i 15 e i 65 anni,

– deve firmare un foglio in cui garantisce il suo impegno nel cercare (e trovare) un nuovo lavoro,

– deve esporre tutta la sua situazione familiare ed economica, a partire dallo stato di famiglia, dove vive, se ha figli,

– deve mostrare (e dimostrare) tutto quello che possiede,

– deve essere abile al lavoro (in caso contrario, esistono altre forme di assistenza, anche economica),

– non può essere anche studente.

Dopo i nuovi provvedimenti europei, i cittadini dell’Ue non possono più accedere al sussidio sociale se in Germania non hanno lavorato o hanno lavorato solo per un breve periodo. Se il richiedente ha lavorato per un periodo inferiore a un anno, potrà ricevere il sussidio per un massimo di sei mesi. Nello specifico la nuova legge tedesca del 2017 ha soltanto alzato da tre mesi a cinque anni la permanenza in Germania richiesta per ottenere i benefici dello stato sociale. Ciò non toglie che chi ha un lavoro part time (anche un Minijob) può presentare la rischiesta per il sussidio sociale. Se dovesse perdere il lavoro, potrà riceverlo solo per sei mesi.

6. Come devono comportarsi gli italiani che vengono invitati a lasciare il territorio tedesco?

Non bisogna lasciarsi prendere dal panico. Un vero e proprio procedimento di espulsione resterà un’assoluta eccezione. In quel caso bisogna rivolgersi ad un avvocato.

Lascia una risposta