Nella foto: Il virus vaiolo delle scimmie. Foto di ©NIAID Wikipedia

Il vaiolo delle scimmie (MONKEYPOX) è una zoonosi, malattie che si trasmettono da animali all’uomo, causata da un virus a DNA correlato strutturalmente a quello che provoca il vaiolo umano

Premessa

Anno Domini 1796: Edward Anthony Jenner, nato il 17.05.1749 e deceduto il 26.01.1823 in Berkeley (attuale Regno Unito d’Inghilterra), medico di campagna, inocula al piccolo James Philipps liquido da pustole di mucche che provocavano il vaiolo. Il ragazzo sopravvive e non si ammala. È la data di nascita della vaccinazione. Nel 1753 morirono 31.000 persone a Torino.

200.000 persone persero la vita in Germania dal 1794 al 1796.

Fin qui il vaiolo umano (Smallpox) che grazie ad una serrata e decisa campagna vaccinale si è riusciti a debellare e dichiarare sconfitto nel 1980.

La malattia è causata da un virus a DNA (Acido-Desossiribo-Nucleico) da differenziare dai virus a RNA (Acido-Ribo-Nucleico) che si replicano in maniera differente nello sviluppo delle malattie.

Origine e diffusione

La definizione „Vaiolo delle scimmie“ nasce dal fatto che il virus fu isolato e identificato per la prima volta nel 1958 in alcune scimmie “Macaca fascicularis” in un laboratorio di ricerca danese. Si presume comunque che il vero serbatoio dell’infezione sia costituito da piccoli roditori tipo scoiattoli, ratti e topi che si trovano nelle foreste tropicali dell’Africa centrale ed occidentale.

Qui il virus, appartenente al genere Orthopoxvirus, è endemico, cioè presente regionalmente. Nel 1970 venne registrato il primo caso umano nella Repubblica Democratica del Congo.

Dal 2003 in poi sono stati segnalati sporadici casi in varie parti del mondo per trasmissione ad animali domestici e quindi all’uomo. Dal 18 maggio 2022 è in corso una diffusione con il suo punto massimo in Europa, dove, secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) si trova l’80% dei casi di vaiolo delle scimmie. Oltre 17.000 casi documentati in 74 paesi. Pochi decessi. Il direttore dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyeus, ha dichiarato di essere preoccupato per la diffusione del virus delle scimmie invitando tutti i Paesi al monitoraggio serrato sulla situazione epidemiologica. Il riferimento chiaro era che il virus ha colpito, finora, prevalentemente la comunità Lgbtqi+, specialmente tra giovani maschi, invitando la società civile a non stigmatizzare nessuno in quanto il virus può infettare chiunque. L’epidemia in corso viene dichiarata „Emergenza Sanitaria Globale”

Contagio

Come in qualsiasi patologia associata a fenomeni infettivi, specialmente virali, la trasmissione dell’agente patogeno avviene prevalentemente tra chi ce l’ha e chi entra in contatto col portatore. Esistono diverse modalità che qui vengono elencate:

Animale-Uomo: qui si presuppone un contatto stretto e diretto per mezzo di sangue, liquidi organici, graffi, morsi o nutrimento con carne non adeguatamente cotta di animali infetti.

Uomo-Uomo: attraverso le vie aeree per tramite delle goccioline respiratorie (droplets), contatto con secrezioni respiratorie, liquidi organici o contatto con lesioni cutanee di persona Infetta, anche usando oggetti e materiali contaminati.

La trasmissione può avvenire anche per via placentare dalla madre al feto.

Sintomatologia e Complicazioni

L’incubazione, cioè l’intervallo di tempo tra infezione e la manifestazione clinica della malattia, si estende tra i 5 ed i 21 giorni. Tra i vari sintomi si annoverano i seguenti: febbre, brividi, cefalea, dolori muscolari ed articolari prevalentemente dorsali, stanchezza, ingrossamento dei linfonodi, eruzioni cutanee con vescicole e pustole piene di liquido con predilezione del viso, delle mani e dei piedi. I sintomi durano 3-4 settimane con andamento benigno eccetto tra gli immunodepressi e nei bambini.

Tra le complicanze possibili si elencano infezioni secondarie come broncopolmonite, encefalite e nei casi gravi la sepsi (setticemia) con un tasso di mortalità di circa il 10% specialmente in età giovanile e nei bambini piccoli.

Diagnostica

Solo isolando il DNA virale del vaiolo delle scimmie ci da la sicura conferma dell’infezione specifica. Questo avviene per tramite della reazione a catena della polimerasi (PCR).

I campioni da esaminare devono essere presi dalle vescicole o pustole cutanee.

È chiaro che il quadro clinico con esatta indagine anamnestica della sintomatologia sono determinanti per la differenziazione da patologie infettive similari come la varicella o morbillo. Anche la biopsia delle eruzioni cutanee presenta una ulteriore opzione.

Cura, vaccinazione e prevenzione

Fino a data odierna non è disponibile uno specifico e mirato trattamento del vaiolo delle scimmie. Solo terapie sintomatiche per lenire le sintomatologie concomitanti quali febbre e dolori.

Chi è stato vaccinato contro il vaiolo prima della sua eradicazione e fino al 1980, come dimostrano diversi studi scientifici, non va incontro a un decorso grave della malattia in caso d’infezione da vaiolo delle scimmie. Questo si verifica in circa l’85% dei casi.

Vaccini di recente preparazione sono in corso di approvazione per la prevenzione sia del vaiolo che del vaiolo delle scimmie.

Ragion per cui bisogna evitare contatti con animali infetti o loro liquidi ed escrementi ed in particolare sangue. L’ingestione di alimenti con carne deve avvenire dopo adeguata cottura. Rimane infine da osservare un sano contatto tra uomo ed uomo poiché in ambienti dove viene praticata l’omosessualità il tasso d’incidenza della malattia è significativamente alta.

(Fonte ricerca: who.int, ecdc.europa.eu, salute.gov.it)

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