Nel cortile accanto alla chiesa di Sant’Andrea c’era fermento già dalla prima mattina per sistemare tavoli, il buffet, e scaldare il barbecue. Salvatore Tirendi, assistente pastorale della comunità cattolica italiana San Giuseppe di Wiesbaden, coordinava tra il cortile e la chiesa gli ultimi dettagli per la celebrazione eucaristica delle 11:30 e per il dopo messa.

I sessant’anni della comunità cattolica italiana San Giuseppe sono portati con freschezza. È una lunga storia che attraversa generazioni, come ha ricordato don Ghislain nell’omelia di ieri, domenica 30 agosto, durante la celebrazione eucaristica per le „nozze di diamante“ della comunità. Questo anniversario deve essere un „trampolino di lancio per il futuro“ – ha detto don Ghislain – affinché la comunità sia luogo di ascolto e accoglienza e non di autoreferenzialità. Ha sottolineato che il compito fondamentale è „trasmettere la speranza ai giovani“. E ancora: „dobbiamo curare le ferite del nostro tempo con la speranza del vangelo“, e, citando la prima lettura dal libro del profeta Geremia (20, 7-9), ha invitato a lasciarsi sedurre da Dio.

Particolare a destra della vetrata con il martirio di Sant’Andrea, legato alla croce a X. Chiesa di Sant’Andrea, Wiesbaden. Foto: Paola Colombo

Coro, organista e due brave soliste, la presidente del Consiglio pastorale e una giovanissima ministrante hanno accompagnato con gioia la celebrazione. Alla preghiera del Padre Nostro molti fedeli si tenevano per mano.

La giornata di festa è stata anche occasione per ricordare i dieci anni di ordinazione ministeriale di don Ghislain Yobo Njinga, che dall’aprile 2025 è alla guida della comunità cattolica italiana di Wiesbaden.

Alla celebrazione eucaristica hanno partecipato anche fedeli della comunità tedesca, che da oltre un ventennio condividono con quella italiana la chiesa di Sant’Andrea; sull’altare c’erano ministranti, tra cui alcune ragazze della comunità tedesca, segno di collaborazione, di apprezzamento reciproco e di buon vicinato. Non è sempre stato così. Don Ghislain ha ricordato con gratitudine i suoi predecessori e si è soffermato in particolare su don Fausto Urgu, che seppe traghettare, ventidue anni or sono, con saggezza e „calmando le acque“, i primi anni di non facile convivenza con la comunità cattolica tedesca.

Ieri, a fare gli auguri e a festeggiare la comunità italiana, c’era anche il rappresentante della comunità tedesca. Infine, gli auguri della diocesi di Limburg li ha portati personalmente Alexandra Schumann, referente diocesana per le comunità di altre lingue e riti, che ha ripreso l’immagine del diamante, pietra preziosa la cui qualità si misura da quattro C: Carati (il peso), Clarity (purezza), Colore, Cut (taglio), quattro qualità che possono caratterizzare una comunità che ha peso, presenza, che porta luce e che ha un taglio di accoglienza e missionario. Queste caratteristiche ruotano intorno alla quinta C, che è Cristo. L’augurio è che queste cinque C continuino a essere presenti nella comunità di Wiesbaden.

Infine, una bella festa conviviale nel cortile della missione ha coronato la giornata.

La festa della comunità cattolica italiana di Wiesbaden per i 60 anni della sua fondazione. Foto: Paola Colombo

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