Sotto l’alto patrocinio dell’Ambasciata d’Italia in Romania, si terrà presso la Sala del Forum Center di Palazzo Italia a Bucarest, il prossimo 15 novembre, il I° Forum sul Dialogo Interreligioso dal tema: “La conoscenza come porta dalla solidarietà alla fraternità per un nuovo umanesimo”.
Voluto fortemente dal Presidente di Palazzo Italia Giovanni Baldantoni insieme al responsabile della Missione Cattolica Italiana di Amburgo, la cui struttura ospita la Delegazione Germania di Palazzo Italia, con il contributo della Patriarchia Ortodossa Rumena e la collaborazione dell’Istituto Culturale Rumeno, vedrà la presenza di illustri ospiti e relatori.
Hanno dato già la loro adesione il Nunzio Apostolico in Romania e Moldavia S.E. Rev.ma Mons. Miguel Maury Buendìa, il Sig. Ambasciatore d’Italia Dott. Diego Brasioli, il Rev.do Prof. Wilhelm Danca, decano della Facoltà di Teologia Cattolica presso l’Università di Bucarest, il dott. Mihaly Yoltan Nagy vice-presidente dell’Istituto di Cultura Rumeno, mentre come relatori si alterneranno oltre al Pfarrer/Missionar di Amburgo, Sua Grazia Rev.ma Dr. Qais Sadiq Vescovo di Erzurum – Ausiliare del Patriarca Greco Ortodosso di Antiochia e di tutto l’Oriente, la Dott.ssa Ioana Feodorov Dottore in Filologia e specializzata nella civiltà araba, il Mufti del Culto Musulmano della Romania Dr. Murat Iusuf , i professori Rus e Achimescu della Facoltà Teologica Ortodossa dell’Università di Bucarest, Sr. Maria Michaela Martiniello Superiora delle Suore di Gesù Redentore e della Fondazione “Victorine le Dieu” da 25 anni in Romania, mentre a moderare la giornata ci saranno la dott.ssa Cleopatra Lorințiu giornalista della TV Nazionale Romena specializzata in geopolitica e già corrispondente da Parigi ed il dr. Tony Mazzaro giornalista e membro del C.G.I.E. (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero).
Questo I° Forum sul Dialogo Interreligioso, si vuol collocare in quella prospettiva di collaborazione e di crescita tra i nostri popoli ed in particolare verso i giovani che sono il nostro futuro. Un confronto tra uomini di comunità religiose diverse che, in una prospettiva di fede, vivono la dimensione trascendente legata alla storia e alla cultura delle proprie origini.
Una visione integrata, dunque, che riguarda ciò che il Santo Padre ha voluto donare a tutto il mondo con l’indizione del Giubileo Straordinario della Misericordia. Infatti con quest’ultimo giubileo straordinario Papa Francesco non ha voluto solo far riflettere la comunità cattolica sul significato della misericordia, ma ha anche cercato di far vibrare le corde delle anime dell’umanità intera e, dato che le radici religiose dei due credo – Cristiano e Mussulmano – sono identiche, bisogna sentirsi interpellati a rispondere a questo Giubileo perché si crede negli stessi principi che sono universali e per il bene di tutti gli esseri umani.
L’etimologia dei due termini: clemenza e misericordia, in arabo deriva da una radice comune riconducibile a quella del grembo materno ràhm-ràhmah AMORE DI MAMMA), il luogo dove ognuno di noi è cresciuto protetto ed avvolto dall’amore. La misericordia e la clemenza di Dio Padre sono quindi inscindibilmente legate all’amore che Egli ha nei confronti del Suo creato.
Quest’amore è talmente immenso che avvolge la nostra esistenza prima ancora della nostra nascita e ci accompagnerà oltre la nostra morte terrena. Ad Allàh, ad esempio, piace che gli uomini lo imitino nella vita reale con le loro azioni fra sé e con il creato operando nella fattispecie con misericordia e clemenza.
Prendendo Dio Padre di misericordia come modello il credente dovrebbe – quindi – avere un cuore clemente e misericordioso, compassionevole e sensibile alla sofferenza sia delle creature umane che non. Solo da un cuore che contiene misericordia (in arabo ràhmah) che possono nascere veri sentimenti di filantropia, azioni volte ad aiutare i bisognosi, i poveri ed i più deboli (come scritto nella Bibbia gli orfani e le vedove) divenendo così sorgente di bene, di giustizia e di pace per coloro che lo circondano.
Laddove il credente non fosse in grado di aiutare il prossimo fisicamente e materialmente, dovrebbe almeno cercare di supplire con la buona parola e con la preghiera. Parafrasando un detto del “Profeta” si legge: “Abbiate misericordia nei confronti di chi cammina sulla terra, se volete che Chi siede in cielo abbia misericordia nei vostri confronti”.
La tradizione islamica è esplicita sul fatto che l’esercizio della misericordia da parte del credente non debba limitarsi ai suoi compagni di fede. La misericordia dell’uomo deve comprendere tutte le creature, persino quelle non umane la cui sopravvivenza spesso dipende da lui e alla natura che gli è stata concessa da Dio e di cui deve considerarsi responsabile. Ecco quindi che la conoscenza profonda degli altri fratelli in Dio Padre di misericordia ci permetterà di vivere quella solidarietà che porta necessariamente ad nuovo umanesimo, e come ci ha ricordato Nostro Signore Gesù Cristo: “A voi che ascoltate io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano.
A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete?
Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete?
Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premo sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro”.