Continua il tour di presentazione di “Sotto il cielo delle Eolie”, silloge poetico-turistica di Alessandra Dagostini

Continua a seminare ottimi riscontri di critica e di pubblico la silloge poetica “Sotto il cielo delle Eolie” (Villa D’Agri di Marsicovetere-PZ, Dibuono Edizioni, 2016), omaggio appassionato all’arcipelago siciliano della giovane autrice campana Alessandra Dagostini.

Originaria di Vico Equense (NA), la Dagostini è nota nell’ambiente per aver collezionato una serie di riconoscimenti letterari a Tursi, Perugia, Napoli, Torino, Palermo, Monza, Matera, tra cui il prestigioso premio Morra nel 2012 per il suo saggio sulla petrarchista lucana Isabella Morra, su cui si espresse in maniera entusiastica anche il noto critico Giorgio Bàrberi Squarotti.

Di recente è stata insignita a Villa D’Agri di un riconoscimento speciale all’XI edizione del Premio Internazionale di Poesia Narrativa Saggistica “La Pulce Letteraria” per la poesia “La porta rossa”.

“Sotto il cielo delle Eolie” colpisce, innanzi tutto, per l’originale impostazione del testo, concepito come una sorta di guida poetico-turistica che accompagna il lettore in questo magico viaggio alla conoscenza delle sette isole sorelle non solo attraverso i versi, ma anche servendosi di citazioni di autori famosi, di alcuni dipinti accuratamente selezionati e di un corredo di scatti fotografici amatoriali. A farla da padrone sono però le liriche, intense e traboccanti d’amore, in cui l’occhio della poetessa sfiora e registra ogni cosa, descrivendola in tutto il suo fascino primigenio, sempre in bilico tra la concretezza del dato oggettivo e la nostalgia del ricordo.

Quale novella Ermione, la Dagostini si identifica nella natura che la circonda, divenendo ella stessa parte integrante del paesaggio, perfettamente in simbiosi «nella festa di porpora / degli ibischi» in Tramonto a Vulcano e con «l’olezzo buono / del gelsomino / e della salsedine» in Passeggiata a Salina oppure ancora placidamente adagiata «sullo specchio / cangiante del mare» in Risveglio a Panarea. L’arcipelago siciliano diventa così il suo luogo dell’anima ossia il luogo che la abita. È lì che lei sente l’appartenenza, ma soprattutto la riconoscenza per essere rinata a nuova vita. Eolie, dunque, come anabasi, come ritorno alla luce e all’amore.

Proprio come l’irradiarsi dell’alba seguita al buio della notte, della catabasi. E la poesia, grande e bellissima occasione di vita, funge così da tramite. «Nulla può accadere una sola volta» – sosteneva Borges. Ed è quest’unicità del momento vissuto, che non si ripeterà identico a sé stesso, che va salvaguardata e protetta dalla scrittura, la sola in grado di eternarne il ricordo.

Dal salotto della Mondadori di Castellammare di Stabia la raccolta è approdata “sotto il cielo” di casa nella bellissima location del Blu Lounge Fior di Pomice Spiagge Bianche a Canneto di Lipari, il 10 agosto scorso, e nell’altrettanto suggestiva cornice del Gabbiano Relais a Stromboli, l’11. Il 19 si è tenuto poi un recital teatrale del testo presso la Tenuta Castellaro di Lipari.

Numerosi gli intervenuti di spicco, tra cui lo storico liparoto Pino La Greca, autore di numerosi saggi e studi sull’arcipelago. Seguiranno altre presentazioni in autunno a Valsinni, Roma, Portici, Verona.

La silloge è stata già acquisita al patrimonio librario delle biblioteche di Napoli, Matera, Potenza, Messina e Palermo e sarà presto inserita nella “Bibliografia generale delle isole Eolie” stilata dal prof. Giuseppe Arena.

In uscita, a breve, sempre per i tipi della Dibuono, anche il “sequel” della plaquette eoliana, che si intitolerà “Ali di Icaro e sogni”, silloge poetica molto più ricca e corposa, ambientata ancora una volta nelle «isole dolci del dio» di quasimodiana memoria.

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