Gent.ma redazione, dopo aver letto l’ultimo C.d.I. mi viene voglia di rispondere ad alcuni articoli del Vostro giornale: In prima pagina del C.d.I. di Gennaio 2018 c’è l’articolo “Fa’ il bene” di Suor Rossana Sollai e dice “che il Signore eliminerà i malvagi…” Ecco questo articolo mi dà speranza che se faccio del bene un domani avrò la ricompensa.

Anche se personalmente non credo che il Signore possa eliminare tutti i malvagi, soprattutto in Italia, perchè ce ne sono troppi e ben organizzati. Lì ci deve essere una scuola segreta del crimine ad altissimo livello, che funziona molto meglio di quella statale, che va avanti con tanti insegnanti precari. Comunque la speranza è innata nell’uomo e viene trasmessa anche da tutte le religioni. L’uomo ci ha sempre creduto e non può fare a meno di crederci, perchè la speranza non muore mai.

Poi volto pagina e leggo l’articolo di Giorgio Brignola: “2018: l’anno delle incognite”. Lui scrive che la speranza non c’è più, la tavola piange e il piatto è stato portato via.

Cos’è successo? Dov’è il piatto nel quale tutti hanno versato la loro parte? Sarà stato rubato, ma da chi?

In questa terra non sparisce niente, la materia si sposta, si trasforma, si nasconde, ma non sparisce.

Queste sono le domande che attendono una risposta. La terminologia che lui usa viene dal gioco di azzardo. Se tutto è un gioco, ci devono essere anche dei vincitori, che di solito non pagano neanche le loro tasse, come tutti gli altri.

Da lettore medialmente informato sono a conoscenza che l’ 1 % della popolazione mondiale (ca. 70 milioni di persone) sono in possesso del 50 % del valore complessivo mondiale, mentre più del 10 % della popolazione non possiede niente.

È giusto che sia così, o ci sono delle regole sbagliate che permettono questi enormi dislivelli?

Bisogna quindi avere il coraggio di dire le cose come stanno per poter fare il bene. Figuriamoci se ognuno la pensasse come lui dove andremo a finire. Che speranza possono avere quegli elettori italiani qui all’estero, che hanno sempre dato il loro contributo all’ Italia, che credono tanto nella loro amata patria, sebbene li abbia spesso delusi e talvolta abbandonati al loro destino.

Pensi a quello che disse Martin Lutero: “Se sapessi che domani arrivasse la fine del mondo pianterei ancor oggi un albero di mele!”

Quando lo disse erano altri tempi, ma molto più duri e difficili di oggi.

Distinti saluti, Rino R. Cecconi

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