Lo psichiatra Robert Waldinger, dell’Harvard Medical School di Boston, nei suoi studi sui giovani adulti e sui loro principali obiettivi della vita, ha riscontrato che più dell’ottanta percento ritiene che l’obiettivo primario della vita sia diventare ricchi e subito dopo quello di diventare famosi.

Dai dati rilevati e dalle proposte massmediatiche, sembra che per avere una “buona vita” ci si debba buttare nel lavoro ed ottenere sempre di più da se stessi e dagli altri. Ma è vero? Sono veramente queste le cose importanti? È questo che fa la gente felice nella vita? A queste domande Waldinger risponde con un’altra ricerca importantissima dell’Università di Harvard che attraverso uno studio longitudinale (di ben 79 anni!) è riuscita a dare dei risultati stupefacenti e allo stesso tempo ovvii.

È stato dimostrato che ciò che influisce in modo determinante sulla possibilità di avere una vita sana e longeva è la qualità delle relazioni intime e dei legami che una persona riesce a stabilire con gli altri.

Dalla ricerca di Harvard si sono apprese tre importanti lezioni sulle relazioni:

1. Le relazioni sociali ci fanno veramente bene. L’esperienza della solitudine si è dimostrata “tossica” e può uccidere. Le persone più legate alla famiglia, agli amici, alla comunità sono più felici, stanno fisicamente meglio e vivono più a lungo di quelli che hanno meno relazioni.

2. Non importa il numero di amici che si hanno ma è la qualità delle relazioni che conta. Vivere all’interno di una buona e calda relazione ha una funzione protettiva a livello fisico.

3. Le buone relazioni proteggono anche il nostro cervello e quindi la nostra salute psicologica. Nella misura in cui la persona sente che può realmente contare su qualcuno nei momenti di difficoltà, si attivano una serie di meccanismi cerebrali che influenzano direttamente la felicità ed il benessere.

Come mettere in pratica queste indicazioni per avere delle buone relazioni e quindi una “buona vita”?

Fermiamoci un attimo a riflettere sulla nostra giornata e pensiamo a quanto tempo dedichiamo a chi ci sta vicino.

Le buone relazioni prevedono l’incontro faccia a faccia tra le persone, in un ambiente che favorisca il dialogo, il gioco, la condivisione di interessi e lo scambio di affetto attraverso il contatto fisico come l’abbraccio, la carezza, il bacio. Elemento essenziale per poter fare queste cose è il “tempo”. Mettiamo nella nostra agenda l’appuntamento “Buone Relazioni” e decidiamo di stare del tempo con qualcuno a cui vogliamo bene e sforziamoci di trasmettere, per quanto ci è possibile, emozioni positive come la gioia, la serenità, l’appagamento, la gratitudine e la spinta a fare del bene alla persona vicina.

È solo dedicando tempo ed energie per stare con gli altri che si permette alla relazione di accrescere e di diventare salda, profonda e significativamente appagante per il benessere personale.

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