1. Non sono gli eventi che causano la sofferenza, è l’opinione che abbiamo di loro.

Gli stoici credevano fosse possibile trasformare le emozioni capendo in quale modo sono connesse alle nostre convinzioni. Spesso non è l’evento in sé la causa della nostra sofferenza, bensì l’interpretazione che ne diamo. Siamo capaci di rendere le cose peggiori di quello che sono realmente. Il consiglio non è quello di vivere la vita con ottuso ottimismo, dobbiamo solo cercare di aprire la mente alla comprensione di come le nostre convinzioni e credenze modificano la realtà circostante.

2. Le nostre opinioni sono spesso inconsce, ma possiamo portarle alla consapevolezza facendoci domande.

Socrate diceva che noi attraversiamo la vita come dei sonnambuli, non attenti a come viviamo e senza domandarci se le nostre opinioni siano corrette o sagge. Per portare l’inconsapevole alla coscienza basta chiedersi: perché ho questa enorme reazione emotiva? Da quale convinzione è guidata? Quello che credo è vero? Ci sono delle prove? Gli stoici teneva dei diari delle loro reazioni per esaminarle.

3. Non possiamo controllare tutto quello che ci succede, ma possiamo controllare le nostre reazioni.

Epitetto, lo schiavo-filosofo, divideva le esperienze umane in due gruppi: ciò che possiamo e ciò che non possiamo controllare. Noi non controlliamo gli altri, il tempo, l’economia, il corpo, la salute, il passato e il futuro. La sola cosa su cui abbiamo il pieno controllo sono le nostre convinzioni. Ma spesso tentiamo di controllare cose che non dipendono da noi e allora ci sentiamo arrabbiati o frustrati quando falliamo. Oppure non riusciamo a prenderci la responsabilità dei nostri pensieri e usiamo gli altri come alibi. Concentrarsi sulle cose che possiamo veramente modificare riduce l’ansia e ci aiuta a sbrogliare situazioni difficili.

4. Scegli il tuo punto di vista saggiamente.

Siamo continuamente chiamati a scegliere il nostro punto di vista sulle cose. Un esercizio praticato dagli stoici era quello di guardare le cose dall’alto: se ti senti stressato, immagina la vastità dell’universo. Da una prospettiva cosmica i tuoi piccoli problemi quotidiani non sembrano poi così enormi. Un’altra tecnica usata dagli epicurei era portare l’attenzione al momento presente, quando sentivano di essere troppo preoccupati per il futuro o di rimuginare troppo sul loro passato. Seneca diceva: “perché trascinare le sofferenze che sono finite? Perché essere miserabile adesso solo perché lo sei stato in passato?”.

5. Le abitudini sono potenti.

Gli stoici esaltavano l’importanza della pratica, dell’allenamento, della ripetizione, in altre parole delle abitudini. Perché siamo inclini a dimenticare, quindi abbiamo bisogno di ripetere le cose più e più volte fino a quando non diventano abitudine. Per questo gli stoici incapsulavano il loro sapere dentro dei piccoli aforismi da imparare a memoria e da ripetere come un mantra quando la situazione lo esigeva.

6. La virtù è sufficiente per la felicità.

Lo stoicismo non era solo una terapia del sentirsi bene, era un’etica, un suggerimento di vita preciso: l’obiettivo dello stoicismo era vivere in armonia con la virtù. Loro credevano che se invece di trovare la felicità nella ricchezza e nel potere, la trovi nel fare le cose giuste, allora vivrai felice per tutta la vita. Perché fare la cosa giusta è sempre possibile e non è mai soggetto dei capricci della sorte.

7. Abbiamo degli obblighi etici verso la nostra comunità.

I nostri obblighi non si limitano alla nostra famiglia e ai nostri amici, ma si estendono verso l’intera comunità.

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