
Per il suo debutto nella massima divisione tedesca la prima squadra femminile dello Stoccarda ha avvertito la necessità di rinforzare anche la difesa. La scelta è caduta su Laura Giuliani pluricampione juventina, portiere del Milan e della Nazionale italiana
Per la 33enne milanese, che ha sottoscritto un contratto biennale, si tratta di un ritorno in Germania avendo militato nel Campionato tedesco dal 2012 al 2017 vestendo i colori del Gütersloh, Herforder, Colonia e Friburgo.
Se la prima esperienza in terra tedesca le ha consentito poi di vincere 4 scudetti con la Juventus, di difendere la porta del Milan per 5 stagioni e collezionare 117 presenze in Nazionale, ora lo Stoccarda le chiede di mettere in campo tutta la sua grande esperienza nella difesa dei colori sociali bianco-rossi-cerchiati.
Le cifre contrattuali non sono note, ma si stima che il contratto annuale si attesti intorno ai 100mila euro a stagione, più eventuali premi-partita. Gli emolumenti rientrano nella norma se ci considerano i contratti top di 225mila euro di Valentina Giacinti della Roma e di Cristina Girelli della Juventus cui seguono i 200mila di Rebecca Knaak del Wolfsburg e di Lea Schüller del Bayern Monaco. Questi parametri confermano il forte interesse per il Calcio femminile fortemente percepibile anche in altre nazioni ed in particolare in Inghilterra e Spagna. Gli esperti azzardano un’importante scalata di giocatrici.
Si stima che entro il 2030 gli stadi saranno gremiti di pubblico prevalentemente femminile. La Germania è già da tempo su questa via. La più recente dimostrazione è l’aumento di 2 squadre (da 12 a 14) del girone della 1. Bundesliga a partire dalla stagione 2026/27. Una delle promosse nella massima divisione è proprio la femminile dello Stoccarda, che si è rinforzata fra i pali con l’azzurra Laura Giuliani.
Ma che cosa ha fatto propendere alla Giuliani la decisione di lasciare Milano per venire a difendere la porta dello Stoccarda?
La richiesta mi ha colto di sorpresa – ci confida la protagonista. Ma è stata, credimi, una piacevole sorpresa perché ha generato in me una piacevole sensazione. Ho percepito che avremmo trovato una comunione di intenti. Militare in una squadra neo-promossa significa per me dare stabilità e sicurezza al reparto difensivo. È proprio questo il messaggio che mi è stato lanciato e che io ho accolto di buon grado.
Dovuto forse alla tua militanza in bianconero, in rossonero e in azzurro con la Nazionale?
Certamente. Ma devo confessarti anche che avendo già giocato 5 anni in Bundesliga, la Germania mi è rimasta sempre nel cuore. È stata la mia prima casa, fuori dal mio ambiente, e la mia prima esperienza di vivere da sola e per di più all’estero. Oggi, approdare a Stoccarda costituisce per me un valore aggiunto: linguistico, culturale e sociale.
Quindi c’è da attendersi delle buone sorprese dalla tua nuova società?
Proprio così. È la visione di un futuro calcistico femminile interessante a convincermi ad indossare la maglia n.1 del VfB. Non spetta a me svelare i piani dello Stoccarda. Certo è che ne sarò partecipe con un ruolo importante. Ed io ne sono fiera di farne parte.
Quali sono allora gli obiettivi della Stagione 2026/27?
L’obiettivo della Società, mio e dell’intera squadra è quello della salvezza e di raccogliere sfide ed esperienze da mettere a frutto per le stagioni future. Certo è che nella stagione 2027/28 si punterà in alto. Ed io sarò fiera di esserne, parte attiva di questo ambizioso progetto.
Che impatto hai avuto con il tuo staff tecnico e con le nuove compagne di avventura?
Per la verità quando ho sentito parlare lo staff tecnico del ruolo del reparto difensivo, mi pareva di sentire parlare me. C’è una perfetta sintonia. La difesa deve dialogare con il portiere, con il reparto difensivo, di centrocampo e di attacco. Il gioco è molto fluido, veloce, orientato non solo al possesso palla, ma anche ad arrecare scompiglio nella trequarti avversaria, sia col gioco areo che con tiri diretti. Dev’essere un gioco che ripone la sua forza nel collettivo di squadra e meno sull’individualismo. In tutto questo schieramento in campo è importante il ruolo del portiere che deve non solo neutralizzare le incursioni a rete delle avversarie, ma di coordinare anche la manovra difensiva richiamando indietro centrocampisti e attaccarti quando la squadra è in affanno. È in questo gioco dialogico che averto la sfida anche come portiere.
Qual è il sistema di gioco che prediligi? Il 4-4-2?
Non ho un modulo preferito. Mi adatto alle richieste dell’allenatore.
Quali sono invece i tuoi obiettivi personali per questa stagione?
Il mio obiettivo principale è certamente quello di far bene. Voglio mettere a beneficio di tutta la squadra la mia esperienza e lavorare sodo per migliorare le mie prestazioni. A 33 anni avverto ancora tanti margini di miglioramento, motivazioni e obiettivi da raggiungere anche come collettivo. D’altronde è stata questa forte spinta motivazionale a spingermi ad accettare la scommessa con lo Stoccarda.
È quindi una scommessa con te stessa?
Probabilmente sì. Forse in cuor mio volevo mettermi in gioco con nuove sfide.
Quanto tedesco parli ancora?
Beh, diciamo che me la cavo. Ogni giorno riattivo e miglioro il mio vocabolario.
Che impatto hai avuto finora con la città di Stoccarda?
Mi ha colpito principalmente il verde della città che mi consente di fare anche tante passeggiate a piedi e con la bici. Ho appreso che vi sono tanti italiani; che l’italiano gode di una buona reputazione, che vi sono molti ristoranti, ci sono enti ed associazioni, l’Istituto di Cultura e il Consolato guidato da una donna che si chiama Laura come me.
Hai già trovato casa o abiti ancora in hotel?
Grazie a Dio ho già un bell’appartamento in cui mi sento veramente a mio agio ed è ad una mezz’oretta dallo stadio, dagli impianti sportivi per gli allenamenti e dalla stessa sede sociale del VfB.
Che rapporto sei riuscita ad instaurare con lo staff tecnico?
Ottimo. Cerco sempre di tradurre in parate e rimesse ciò che mi chiedono. C’è un buon rapporto di reciproca stima ed io cerco di dare sempre ciò che mi chiedono per il bene della squadra e per me. Ci stiamo preparando tutti a condividere visioni e prospettive attraverso un lavoro sodo, fatto di sacrifici, al fine di poter gioire e far gioire tutti coloro che credono in noi – squadra. Sarà il campo a dare la giusta risposta, partita dopo partita.


























