Preg.mo direttore responsabile e consigliere Cgie Mauro Montanari, innanzitutto grazie per l’impegno personale che Lei ha profuso a fin di bene per i connazionali da molti anni – ormai dal 2005, cioè dalla nascita della Regione metropolitana europea intorno a Mannheim, visto che nel raggio di 50 km vivono 2.400.000 abitanti (tanti quanti ne ha la Regione metropolitana di Monaco di Baviera).
Di questi, intorno a Mannheim, 65.000 sono utenti di Consolato (italiani, oriundi e imparentati). Lei ha scritto nell’ultimo numero del Corriere d’Italia che c’erano sette impiegati all’Agenzia consolare di Mannheim. Invece tanti ce ne sono stati curiosamente solo nell’ultimo anno, mentre dal 1974 sono stati 4-5 e financo 2, ma il lavoro svolto è stato anche la metà di quello del Consolato generale di Stoccarda, perché, appunto, non ufficialmente, venivano serviti anche gli utenti dell’altra sponda del fiume Reno/Speyer: Ludwigahafen, Frankenthal, Worms, etc… e delle città dell’Assia a Nord di Mannheim: Viernheim, Lampertheim, Bürstadt, Lorsch, Heppenheim, etc… L’on. Di Biagio di Fli ha scritto una lunga interrogazione parlamentare senza interpellare il presidente del Comites.
Sbagliava quando già all’inizio scriveva “la cittadina di Mannheim”, come se Mannheim fosse Wenningen con 20.000 abitanti a 20 km da Zurigo, (dove l’Agenzia consolare invece è rimasta). Mannheim è in Germania una grande città, la seconda nel Baden-Württemberg, capitale della Kurpfalz al centro della cosiddetta Banana blu, alla confluenza del Neckar con il Reno, divisa in tre parti da Napoleone e riunita da Bruxelles. Il disastro di cui scrivo io -sintetizzato nell’esposto -relazione del 12 agosto 2010 e motivato in sei pagine aggiunte- non viene riportato nella risposta del sottosegretario sen. Alfredo Mantica, come citato nel numero di novembre del 2010 del Corriere d’Italia. Tale disastro non viene citato nelle dichiarazioni forvianti e negli omissis messi sotto il naso dell’Ambasciatore.
Bisogna invece “non parlarne”, come avvenne anche il 18 novembre 2010 quando non ero più “Caro, Cavaliere, Dottore”, bensì “Egregio Presidente”! Mannheim è stata distrutta quattro volte nella sua storia, ma da qui sono partiti moltissimi eventi che hanno rivoluzionato il mondo: bicicletta (Draisina), auto (Benz), trattore agricolo, democrazia, medicina, astronomia, musica, elettronica, software, sport, etc…
Dall’attuale sfregio che hanno procurato moltissimi infermi in Germania, in Italia e in Europa, ne uscirà un’innovazione per quest’ultima, come appunto qui di consueto a favore del Bene, contro il male di questi meschini che Lei conosce bene. Io personalmente, i miei colleghi e amici diretti interessati, tedeschi, italiani ed europei, abbiamo il diritto di esprimerci, ma finora siamo stati volutamente trascurati e oppressi e sostituiti da petulanti. Lei comunque ha fatto il possibile, anche ultimamente alle riunioni in Ambasciata.
Ora Le chiediamo di pubblicare questa lettera e la sintesi dell’esposto-protesta del 12 agosto 2010 con l’augurio che in futuro si possa esprimere sempre nei nostri e altrui confronti,come ci ha insegnato Gesù Cristo che sta per nascere e far trionfare così la Giustizia, la Lealtà e la Dignità. Cordiali Saluti,