Erano 36.806 i tedeschi residenti in Italia al primo gennaio 2018. Trentino Alto Adige, Toscana e Lombardia sono le Regioni preferite, mentre il fanalino di coda è la Valle d’Aosta con soli 42 tedeschi registrati alle anagrafi di quella regione. Anche loro rientrano nella categoria degli “Auslandsdeutsche” come li definisce l’Amministrazione tedesca. Sì, avete letto bene: tedeschi esteri e quest’è una definizione applicata anche per il diritto al voto politico in Germania. I tedeschi con residenza all’estero, infatti, possono partecipare alle elezioni per posta “Briefwahl” solo se hanno chiesto l’iscrizione nell’elenco degli elettori. Ma attenzione: per votare non sono sufficienti la nazionalità tedesca e la maggiore età. La Germania chiede ai propri cittadini all’estero la dichiarazione della dimestichezza e il livello di coinvolgimento con i rapporti politici della Bundesrepublik. È richiesta, per esempio, la dimostrazione di avere avuto residenza in Germania per almeno tre mesi dopo il compimento del quattordicesimo anno di età e che da questo periodo di residenza non siano trascorsi più di 25 anni. Insomma, la formula sembra essere: se vuoi partecipare alla vita politica tedesca, poiché ti trovi all’estero, mi devi dichiarare di avere un legittimo interesse e di capire di cosa stiamo parlando. In caso contrario, la tua residenza all’estero limita il tuo diritto costituzionale di partecipazione attiva alla gestione politica del Paese. Una frase così farebbe accapponare la pelle soprattutto a quelli che si stanno al momento indignando per la riduzione del numero dei Parlamentari italiani eletti dall’estero. Ma ci rendiamo conto che non è paragonabile il diritto di voto dei tedeschi residenti all’estero a quello degli italiani che hanno lasciato l’Italia. La premessa sociologica è completamente diversa. La società tedesca parte dal presupposto che i suoi connazionali residenti all’estero, lo sono in virtù di una libera scelta. La Germania non conosce emigrazione, nel senso classico della parola, dal dopoguerra ai giorni nostri. Chi lascia il Paese lo fa quindi per motivi lontani dalla necessità economica. Nemmeno i pensionati tedeschi con residenza in Turchia o in Croazia lo fanno per vitale necessità. Si tratta di una libera scelta di vita anche, ma solo anche, dettata da convenienza economica. E la convenienza non è uguale alla necessità di sbarcare il lunario all’estero. Comunque, gli “Auslandsdeutsche”, i tedeschi esteri, se vogliono votare, votano. Basta una dichiarazione d’interesse indirizzata all’ufficio elettorale del Comune con cui effettivamente sussistono un legame e un ragionevole grado di coinvolgimento “Betroffenheit” che legittimano l’interesse al voto. L’esercizio del voto all’estero degli italiani è sicuramente più facile. Il registro Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero A.I.R.E. corrisponde all’elenco degli elettori e se il connazionale all’estero comunica tempestivamente ogni variazione d’indirizzo, si vede recapitare le cartoline elettorali di ogni tipo, dalle politiche alle amministrative ed Europee, a casa senza problemi. Niente dichiarazione di coinvolgimento alla vita politica in Italia. Per la legge è elettore all’estero l’italiano maggiorenne e iscritto all’A.I.R.E., anche se non ha mai messo piede in Italia. Punto e basta.

Mentre la legge elettorale tedesca è abbastanza severa con i residenti all’estero, l’assistenza consolare è più che accettabile. Facciamo subito un paragone. In Germania erano residenti e iscritti (fine 2018) all’AIRE 743.799 cittadini italiani. La stima dei residenti effettivi sfiora il milione di unità. Un milione scarso di persone che in Germania ha a disposizione per i propri servizi otto consolati, un’agenzia consolare e otto consoli onorari. Il rapporto è pertanto, all’incirca, una rappresentanza per 58.000 connazionali. Vediamo il rapporto tedeschi in Italia e rappresentanza consolare. In Italia sono aperti nove consolati onorari e due Uffici consolari tedeschi con un rapporto di 37.000 a 11 che fa una rappresentanza per 3370 tedeschi. Notata la differenza? Bene. Speriamo che sia notata anche da parte di chi parla dei servizi consolari italiani in Germania, ricordandosi che le esigenze degli italiani in Germania sono ben altre e ben più pressanti di quelle degli amici tedeschi che vivono in Trentino Alto Adige con una bella vista sui monti o sulle dolci colline della Toscana, con un bel calice di Brunello di Montalcino bevuto al tramonto. Salute, Prosit!

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