Accolti dalla solita cortesia ed affabilità della Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo dott.ssa Nicoletta Di Blasi e dai suoi collaboratori, martedi 18 u.s. si è tenuta la “Lesung” di alcuni passi del libro con intervista a Delio Miorandi, autore di “ANTONIO: Dalla mulattiera al miracolo economico” e al coautore Claus Langkammer. Alla presenza di un numero interessante ed interessato di persone come sempre alle manifestazioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo, hanno seguito e partecipato l’incontro “Leggere l’Europa” con lo scrittore Delio Miorandi, già assistente sociale c/o la Caritas per i lavoratori stranieri nella zona di Groß-Gerau, che nell’arco della sua attività lavorativa e non solo, ha incontrato ed aiutato tante persone e soprattutto molti immigrati e connazionali come Antonio.

E così come lui ha sempre cercato di incentrare la sua vita come uomo e come lavoratore nell’importanza del rapporto con l’uomo, così nella figura di Antonio ha potuto vedere la figura dell’italiano cittadino solare che la dice lunga sul suo rapporto nei confronti dei fratelli, quello che considera essere un successo a livello individuale e familiare. Si notava che era un personaggio carismatico ed una persona sveglia, ribadisce il Miorandi, il quale ha fatto sì che divenisse non solo il personaggio chiave del suo libro, ma l’emblema dell’emigrante che con un passato difficile, in quanto orfano, cresciuto “da solo” si potrebbe dire, dall’interno di quella bellissima regione italiana che è la Sicilia, con tutti i problemi che la connotavano, tra povertà, mafia ed altro, ha avuto il coraggio di emigrare e entrare nel mondo del lavoro in Germania, dove è cresciuto come persona e come uomo da essere modello per gli altri.

Ma perché Antonio è andato all’estero? Perché Assunta lo stava seguendo? I due volevano essere liberi e volevano vivere il loro amore. Non ha funzionato in Sicilia. Perché qui, come sempre definita ci sono: tradizioni incrostate, padroni e mafia, per le quali la libertà personale è una parola straniera. Soprattutto c’è la mafia che è diventata come un cancro, come un’ulcera sanguinante che però sono stati la chiave per la libertà per Antonio, finalmente per liberarsi dalla loro sfera di influenza diretta. Ma tutto ciò è stato un costo che ha avuto un alto prezzo. Perché per salvare se stesso e il suo grande amore, Assunta, ha dovuto sradicarsi.

Ha lasciato la sua terra natale, ha speso la sua vita per ottenere un futuro vivibile. Antonio, infatti, è uno di quei tanti emigranti che sono andati via allo stesso modo con il cuore spezzato, e di cui ancora oggi ne viviamo e vediamo le situazioni. Ci sono due mondi uno di fronte all’altro: quello con la brutale avidità di profitto di chi abusa del capitale e quello di chi si sposta in tutto il mondo; un movimento di massa degli sfruttati più poveri, che possono solo aiutare se stessi nella loro nuda sofferenza lasciando la casa. Da una parte, il potere distruttivo del capitale, dall’altra parte, il desiderio di persone che si uniscono, ma trovandosi l’un l’altro porta a un inimmaginabile arricchimento della vita umana. Da questo, la bontà mondiale potrebbe diventare il più alto bene dell’umanità. Due, su milioni di pionieri in tutto il mondo sulla via di questo alto obiettivo, sono Antonio e Assunta Gioia. Hanno vinto la loro paura. Questa la storia che Delio Miorandi racconta; le vicende di Antonio, di questo emigrante dal Sud Italia, dal suo arrivo in Germania negli Anni ‘50 fino all’inizio del Duemila.

Una storia che riflette quella di molti “Gastarbeiter” che l’autore ha conosciuto personalmente svolgendo la sua attività di assistente sociale. Infatti non bisogna dimenticare che Delio Miorandi, è stato negli anni Cinquanta il primo assistente sociale della Caritas per i lavoratori stranieri nella zona di Groß-Gerau ed un punto di riferimento.

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