Foto simbolica. Foto di Peggy e Marco Lachmann-Anke su Pixabay

A colloquio con Marco Guzzi

Oggi vorrei partire da una fatto di cronaca come esempio per affrontare un discorso molto più ampio. Mi riferisco alla tragedia della funivia sul Lago Maggiore, dove pare che l’incidente sia stato dovuto alla mancanza di manutenzione dell’impianto. Al di là di come effettivamente siano andate le cose, per cui ci sono accertamenti ancora in corso, mi ha colpito che in molti articoli si sottolineasse una ormai consolidata mancanza di etica, a fronte del perseguimento di meri interessi economici. Come spieghi bene nella bellissima conferenza “Contro il Dio denaro”, questa visione del mondo utilitarista non è però casuale, ma si nutre al contrario di una filosofia ben precisa. Viviamo dunque in un un’epoca che alimenta costantemente una visione pragmatica e materialista, salvo poi, di fronte a simili tragedie, ricorrere all’etica a garanzia di un ordine che regoli i rapporti umani. Tuttavia come scrivi in “Fede e Rivoluzione” citando Habermas: “la coscienza morale individuale, così come i diritti dell’uomo e la democrazia, sono una diretta eredità dell’etica ebraica della giustizia e dell’etica cristiana dell’amore”. La coscienza morale individuale ha quindi delle radici molto precise. Come possiamo dunque credibilmente parlare di etica e di coscienza morale quando sempre più o meno volutamente il discorso sulle sue origini viene occultato?

Sì, queste tragedie manifestano in modo eclatante, a mio parere, le contraddizioni radicali della nostra società, che sono in realtà molto antiche. Già Baudelaire derideva i giornali dell’epoca, che da una parte conclamavano principi etici, come nelle nostre prime pagine attuali dei quotidiani, per poi dopo difendere interessi ben diversi, che in quell’epoca potevano essere guerre, varie azioni di colonialismo o di devastazione dei popoli. Oggi parimenti sappiamo ancor di più quali siano i vari interessi che guidano questo mondo. Anche i nostri rappresenti politici nazionali o europei parlano sempre di principi come solidarietà, questo termine che oramai è dappertutto. Poi se studiamo bene la nostra società, come ci dice Habermas, che hai già citato, questo nostro mondo è quasi totalmente nelle mani di poteri finanziari, multinazionali che non hanno più controllo da parte degli stati e da parte delle organizzazioni sovranazionali. Questi ultimi, infatti, non hanno nessuna capacità, forse nemmeno volontà di controllare i veri padroni e signori del mondo, come li chiama Krugman, uno dei massimi economisti mondiali. Quindi la realtà è che il nostro sistema di mondo, specialmente negli ultimi decenni, è ormai nelle mani di poteri oligarchici. Lo diceva già Dahrendorf quando parlava di poteri ademocratici, non controllati da alcun parlamento, quindi da nessuna rappresentanza realmente democratica. In questi mesi di pandemia questi poteri hanno accumulato profitti ancora più spaventosi, superiori al prodotto interno lordo di alcune nazioni e che, attraverso un sistema di paradisi fiscali anche in Europa, non pagano quasi nulla di tasse. Poteri che non vengono mai guarda caso nominati da coloro che si definiscono così “etici”, e che sono estremamente rigorosi su certi piani economici, per poi invece consentire che in Europa esistano paradisi fiscali che depredano i popoli di altre nazioni. Ci sono studi internazionali molto accurati ormai per individuare chi sono questi oligarchi. Sono delle corporation, di cui alcune ovvie, grandi sistemi di capitalismo della sorveglianza, come li chiama la Zuboff. Per quanto riguarda l’Europa, secondo il sociologo Luciano Gallino, si tratta di manager, persone appartenenti al mondo editoriale, al mondo giornalistico-massmediatico, al mondo dello sport e dello spettacolo. Un’oligarchia che difende, rappresenta e difende se stessa ogni giorno nei telegiornali, nelle trasmissioni televisive, nelle linee editoriali delle case editrici. La vera etica è quindi quella del profitto senza misura di questi grandi poteri, i quali poi inscenano finte commedie di morale sapendo che il gioco viene comunque controllato da loro per ben altre finalità; questi poteri enormi continuano a perpetrare, come la storia ci dimostra, una continua devastazione. E’ una schizofrenia quindi pensata per portare avanti un progetto di dominio di rapina del mondo e dei popoli, ingannandoli con chiacchiere moralistiche, facendo credere loro che chi li governa sia un grande e trasparente modello di morale e di etica. Si crea quindi una grande confusione mentale che è il più grande vaccino contro la rivolta. La sana, giusta rivolta non violenta, messianica dei popoli, come tu giustamente alla fine hai detto, è il principio giudaico-cristiano, che ancora ci anima in profondità. Rappresenta la rivolta contro questo mondo e contro l’ingiustizia. Noi come cristiani e come umani dobbiamo a mio parere rianimare questa consapevolezza, che è spirituale e che è politica. Più noi rianimeremo l’esperienza spirituale, tipicamente cristiana, della libertà rispetto agli inganni del mondo, e più saremo in grado di animare una cultura e anche una politica nuova di radicale contestazione e smascheramento delle ipocrisie omicide di questo mondo.

Per chi volesse approfondire in lingua tedesca: www. darsipace.org. Facebook: Sich Frieden Schenken. Instagram: Frieden Schenken. Le pagine in italiano: www.darsipace.it. Facebook:darsi pace; Facebook: Marco Guzzi. I lettori possono scrivere al seguente indirizzo: kontakt@darsipace.org.

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